sabato 25 aprile 2020

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giovedì 23 aprile 2020

{Recensione} "Piccole grandi bugie" di Liane Moriarty

Buonasera Folletti! Oggi posso dirmi veramente felice: sono riuscita a riprendere - da capo - ed ultimare una lettura che avevo iniziato lo scorso anno! I buoni propositi iniziano ad essere messi in pratica nonostante il trambusto, il disagio e le preoccupazioni di questi ultimi mesi. Oggi vi voglio parlare di Piccole grandi bugie, romanzo di Liane Moriarty che molti di voi conosceranno per la trasposizione HBO per il piccolo schermo Big Little Lies. Come sempre, diamo un'occhiata alla scheda e proseguiamo col mio commento ^.*

Titolo: Piccole grandi bugie
Autore: Liane Moriarty
Casa Editrice: Mondadori
Genere: narrativa contemporanea
Data di Pubblicazione: 02 luglio 2019
Pagine: 570 pp.
Prezzo di copertina: 7,90€ (5,99€ ebook)

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Una cittadina di provincia come tante, fatta di villette, giardini con i giochi e piscine gonfiabili, famiglie sorridenti, madri che chiacchierano all'uscita della scuola. Un luogo in cui è spontaneo conversare con i vicini e trovarsi per una grigliata dietro casa nei pomeriggi estivi. È facile per Madeline, Celeste e Jane diventare amiche. Anche se non potrebbero essere più diverse, e non possono dire di conoscersi davvero. Madeline è divertente e caustica, si ricorda tutto e non perdona nessuno. Il suo ex marito si è appena trasferito con la giovane moglie e la figlioletta nelle vicinanze e, quel che è peggio, la sua primogenita adolescente è già totalmente conquistata dalla nuova matrigna. Com'è possibile? si tormenta Madeline. Celeste è quel genere di bellezza che tutti si voltano a guardare quando cammina per la strada, ha due gemelli e un marito adorabile e bello quanto lei, sono ammirati da tutti, specialmente dai genitori della scuola dei figli. Tanta fortuna non potrebbe avere un prezzo? E quanto sarebbe disposta a pagare? si domanda Celeste. E poi c'è Jane, che si è appena trasferita in città. Una mamma single provata da un passato di tristezze, piena di dubbi e segreti che riguardano suo figlio.
Madeline e Celeste prendono subito Jane sotto la propria ala protettrice, senza capire quanto il suo arrivo, e quello del suo imperscrutabile bambino, stia per cambiare per sempre le loro vite. Senza rendersi conto che a volte sono le bugie più piccole, quelle che raccontiamo a noi stessi per sopravvivere, che possono rivelarsi le più pericolose...



Fin dalla visione delle serie tv Big Little Lies (la mia breve recensione qui) non ho fatto che cercare questo romanzo ma le risposte che ricevevo erano più o meno le stesse "è un prestito non rientrato, perso", "ho una copia qui in negozio ma non la trovo" e "la copia che non trovavo, deve essere stata venduta". Quindi mi ero convinta che, come si sul dire, non era destino. Invece, una capatina casuale alla libreria sulla via del ritorno dal lavoro, un paio d'anni dopo, ed eccolo lì: doveva essere mio!

Ok, dopo questo lunghissimo preambolo sul come sono riuscita a mettere le mani sulla mia copia, passiamo a parlare del romanzo.

La tranquilla comunità di Pirrawee, immaginaria località australiana, viene stravolta dall'incidente mortale avvenuto durante la Serata Quiz organizzata dalla scuola elementare. Tutto parte dai pochi stralci di interrogatorio raccolti dal detective incaricato del caso, che possiamo leggere più o meno ad ogni inizio/fine capitolo, e che gettano un alone di sospetto sui personaggi coinvolti da vicino. Attraverso la narrazione di fatti accaduti mesi prima la tragedia, vengono ricostruite le vite delle protagoniste principali: le amiche Madeline, Celeste e Jane. Vite, le loro, fatte di scelte, scontri, gioie e dolori che le hanno formate e, in qualche modo, rese le donne che sono.

Tracciando un chiaro disegno dei membri della comunità della cittadina, nonché delle loro vite, Liane Moriarty è stata in grado di tratteggiare dei personaggi ricchi e carismatici capaci di trasmettere i loro stati d’animo, arrivando così al cuore del lettore. Ho apprezzato moltissimo la caratterizzazione di ogni singola figura… si, anche quella più marginale! Un’altra cosa che mi ha fatto amare questo romanzo (come successo in precedenza con la serie tv, nonostante le molte differenze) è la scelta di trattare temi attuali come il bullismo e la violenza sulle donne. Se a questo ci aggiungiamo uno stile narrativo fresco e senza fronzoli beh, abbiamo la miscela perfetta

Non nego di essermi lasciata totalmente coinvolgere tanto da arrivare ad imprecare e persino a piangere: semplicemente emozionante. Non ho altre parole, dico davvero, se non quelle che mi portano a consigliarne la lettura.

Consigliato: sì
Tempo di lettura: una settimana
Canzone consigliata: "Don't" di Zoe Kravitz

lunedì 30 marzo 2020

{Segnalazione} "I luoghi oscuri del cuore" di Jill Barnett

In questo ultimo ed uggioso lunedì di marzo, vi voglio presentare l'ultimo romanzo contemporaneo di Jill Barnett: I luoghi oscuri del cuore. Senza indugiare in giri di parole, ecco di cosa si tratta!


Titolo: I luoghi oscuri del cuore
Autore: Jill Barnett
Editore: Babelcube Inc.
Traduttore: Marianna N.
Genere: contemporaneo 
Pagine: 403 pp.
Data di pubblicazione: 12 dicembre 2019
Prezzo di copertina: 5,77€ su Amazon (8,49€)

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L’autrice bestseller del New York Times, Jill Barnett trascina i lettori nella calda costa della California in una storia profondamente commovente sul potere del perdono. 

Una sera fatidica cambia la vita e il destino di tre donne innocenti: Kathryn, Laurel e Julia Peyton quando incrociano la strada del ricco magnate del petrolio californiano Victor Banning e i suoi nipoti Jud e Cale, che ha allevato per diventare proprio come lui: predatori affamati in un mondo uomo-mangia-uomo... Almeno fino a quando non incontrano una giovane donna di nome Laurel Peyton e tra loro cambia tutto.

In trent’anni e tre generazioni di donne Peyton e uomini Banning, I luoghi oscuri del cuore racconta delle due famiglie nella maniera più inaspettata. Un romanzo provocatorio e allo stesso tempo appassionante, esplora la profondità dei legami di sangue, gli errori che facciamo in nome dell’amore e la nostra capacità di sperare, perdonare e trovare il coraggio di cambiare. Kristin Hannah, autrice bestseller de L’Usignolo e Il grande inverno.



PRIMA PARTE

1951

Un’offesa è il trasferimento ad altri del degrado che portiamo dentro di noi.
 — Simone Weil

CAPITOLO 1


California del Sud
Le serate calde e senza vento erano la norma a Los Angeles, un luogo dove quasi tutto era una messinscena e il clima raramente si faceva notare. Lì, a essere sotto i riflettori erano gli eventi e le persone. Quasi tutte le sere i riflettori illuminavano il cielo da qualche parte in città. Quella sera, di fronte alla Galleria d’Arte La Cienega. C’erano tutti i frequentatori abituali delle mostre d’arte, nomi presenti nelle cronache mondane, antichi e nuovi ricchi, insieme a poeti esistenzialisti e bohémien che riempivano ogni caffetteria da Hollywood a Hermosa Beach.
Noti critici d’arte chiacchieravano di prospettiva e significati, discutevano del messaggio sociale. Adoravano l’artista, una donna vibrante ed esotica le cui enormi tele erano piene di violenti schizzi di colore, e scrivevano del suo lavoro in termini lusinghieri e audaci quanto le opere stesse, paragonandola agli espressionisti astratti come Pollock e de Kooning. Rachel Espinosa era la beniamina della scena artistica di LA, e la moglie di Rudy Banning. Rudy arrivò in ritardo alla mostra, dopo aver bevuto per tutto il pomeriggio. Suo padre aveva ragione, era un idiota, una cosa che era più facile da ingoiare se accompagnata da una bottiglia di scotch. I riflettori erano spenti quando parcheggiò l’auto fuori dalla Galleria. Una volta dentro, si appoggiò alla porta d’ingresso per riprendere l’equilibrio.
Una coltre di fumo di sigaretta aleggiava sulla marea di baschi neri, cappelli di feltro grigi e chignon. In un angolo, una piccola band suonava uno strano mix di calypso e jazz: una contaminazione tra Harry Belafonte e Dave Brubeck. Il liquore scorreva, c’erano pile di sigarette a ogni pochi metri su alti piedestalli d’argento, e il catering era catalano, insolito, ma utilizzato per suffragare la bugia che sua moglie, Rachel Maria-Teresa Antonia Espinosa, facesse parte dell’alta aristocrazia spagnola. Quella era la sua sera e il suo tocco era ovunque.
Rachel era dall’altra parte della sala, sotto un faretto e davanti a uno dei suoi pezzi più grandi e più recenti, il Ginsberg Howls. La folla la circondava, ma quasi tutti restavano a un metro di distanza, come se avessero paura di avvicinarsi troppo a una simile icona. Un giornalista del Los Angeles Times la stava intervistando, mentre un fotografo con le maniche arrotolate le girava intorno, scattando foto con i flash diretti e accecanti. Rachel si girò verso la macchina fotografica, assumendo una posa accuratamente studiata che Rudy le aveva già visto fare prima: braccio sollevato, un bicchiere da martini con tre cipolline in mano. Stasera era vestita in arancione brillante. Sapeva bene qual era il suo posto in quella stanza.
Rudy si servì da bere da un vassoio retto da un cameriere di passaggio, poi tracannò il whiskey prima di arrivare a tre metri da lei. All’inizio lei non lo vide, poi si voltò con istintiva repentinità e lo guardò dritto negli occhi. Ciò che successe in quel momento fu solo un pallido ricordo di quello che era stato un tempo, i giorni in cui uno sguardo dall’altra parte di una stanza avrebbe fatto sparire tutto ciò che avevano intorno. L’espressione di sua moglie si addolcì, finché lui non mise il bicchiere vuoto su un vassoio di passaggio afferrandone un altro pieno e poi sollevò sarcasticamente il bicchiere e lo svuotò mentre lei lo guardava senza lasciar trasparire nulla.



JILL BARNETT incanta i lettori con il suo mix di storie originali fatte di amore e risate. Publishers Weekly ha dato al suo libro, Il cavaliere dei miei sogni (I Romanzi Mondadori), un’opinione stellare, definendolo “esilarante... I suoi personaggi sono gioiosi e freschi, il suo stile è piacevole da leggere, come un raggio di sole estivo.” Detroit Free Press al libro Joy la strega (I Romanzi Mondadori), uno dei migliori libri dell’anno, hanno dichiarato, “La Barnett ha uno stile fantastico perché con una battuta riesce a dare vita a una storia d’amore.” Tutti gli altri suoi libri hanno avuto il plauso della critica e da allora sono apparsi nelle classifiche dei bestseller del New York Times, USA Today, Publishers’ Weekly, il Washington Post, Barnes and Noble e Waldenbooks, che ha assegnato a Jill il premio National Waldenbooks. Ne sono state stampate 7 milioni di copie e le sue opere sono state pubblicate in 21 lingue. Jill vive con la sua famiglia nel Nord-Ovest del Pacifico.
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