mercoledì 13 febbraio 2013

Top Ten Tuesday (31)

Rubrica ideata dal blog The Broke and the Bookish

Buongiorno Folletti, eccoci ad una nuovissima puntata di questa rubrica. Ideata dal blog The Broke and the Bookish, la rubrica consiste nel stilare una classifica settimanale (in uscita ogni martedì, salvo imprevisti) su di un argomento specifico. L'argomento della top ten sarà quello utilizzato dal blog ideatore della rubrica di settimana in settimana.

Il tema di questa settimana è...
Top Ten delle storie d'amore nei libri


Il tema di questa settimana cade a pennello con i festeggiamenti di domani. Eh già, domani è San Valentino, festa degli innamorati per eccellenza (anche se, a dirla tutta, penso si sia ridotto tutto a puro consumismo -.-). Come potete vedere la classifica verterà sulle storie d'amore romanzate. Credo che le possibili interpretazioni siano molteplici quindi, per come la vedo io, vi lascerò con la mia personale classifica delle coppie libresche che più mi sono piaciute.

Cathy e Heathcliff
1. Catherine e Heathcliff di Cime Tempestose - Emily Bronte.
Come molti di voi sanno, sono talmente legata a questo romanzo da leggerlo almeno una volta all'anno durante il periodo natalizio. Lo so, non è esattamente la classica storia d'amore però m'ha stregata.

"Il mio gran pensiero, nella vita, è lui. Se tutto il resto perisse e lui restasse, io potrei continuare ad esistere; ma se tutto il resto durasse e lui fosse annientato, il mondo diverrebbe, per me, qualche cosa di immensamente estraneo: avrei l'impressione di non farne più parte".

Edward e Jane
2. Jane e Mr. Rochester di Jane Eyre - Charlotte Bronte.
Altra coppia che adoro alla follia è quella protagonista di Jane Eyre, romanzo che i più preferiscono a Cime Tempestose. Qui abbiamo una bellissima storia di un amore un po' contrastato ma che, alla fine, ci lascia con un sorriso sulle labbra.

"In primavera sono tornato a casa con il cuore dolente e l'anima appassita, e ho incontrato una dolce sconosciuta la cui compagnia mi rallegra. Con lei sento di poter rinascere in una maniera più alta e più pura. Ditemi, sono giustificato a scavalcare un ostacolo di formalità per averla?"

Wentworth e Anne
3. Anne e Cap. Wentworth di Persuasione - Jane Austen.
La Austen ha creato numerosi personaggi in grado di entrare nel cuore dei lettori e tra tutte le sue coppie questa è quella che amo maggiormente. Il romanzo è più maturo rispetto ai precedenti e probabilmente è proprio questo il motivo per cui mi piace così tanto.

"Vi offro di nuovo il mio cuore che è ancor più vostro di quando lo spezzaste quasi otto anni e mezzo or sono. Non abbiate l'ardire di affermare che l'uomo dimentica più in fretta della donna, che il suo amore finisce prima. Non ho amato che voi. Ingiusto posso essere stato, debole e risentito lo sono certamente stato, ma incostante mai. Per voi soltanto sono tornato a Bath e senza di voi non posso immaginare il mio futuro"
.
Amleto e Ofelia
4. Ofelia e Amleto di Amleto - William Shakespeare.
La mia tragedia shakespeariana preferita in assoluto. In genere, le ragazze prediligono Romeo e Giulietta ma la sottoscritta ha gusti diversi. Non che la storia tra Montecchi e Capuleti non mi sia piaciuta, sia ben chiaro, ma c'è qualcosa in Amleto che mi ha affascinato ed emozionato di più.

"Dubita che le stelle siano fuoco, dubita che il sole si muova, dubita che la verità sia mentitrice, ma non dubitare mai del mio amore".

Benedetto e Beatrice
5. Beatrice e Benedetto di Molto rumore per nulla - William Shakespeare.
Una delle coppie più frizzanti che abbia mai letto. Si punzecchiano di continuo ma si amano molto. Sono così carini che non puoi non adorarli.

"Allora, per la verità, mi sembra troppo bassa per un'alta lode, troppo scura per una chiara lode, e troppo piccola per una grande lode. Solo questo posso riconoscerle di buono, che se fosse diversa da com'è, non sarebbe bella, e che, essendo com'è, non mi piace".

Lizzie e Darcy
6. Elizabeth e Mr. Darcy di Orgoglio e Pregiudizio - Jane Austen.
Poteva forse mancare una delle coppie più amate della letteratura inglese? Eh no, nemmeno nella mia classifica. Mr. Darcy è... lo sapete com'è, ragazze!

"Ho lottato invano. Non c'è rimedio. Non sono in grado di reprimere i miei sentimenti. Lasciate che vi dica con quanto ardore io vi ammiri e vi ami 

Jean Claude e Anita
7. Anita e Jean Claude della Anita Blake's Series - Laurell K. Hamilton.
Amo questa coppia fin dal primo romanzo della lunghissima, ed infinita, serie della Hamilton. Nonostante il caratterino ed il temperamento, senza contare i vari colpi di scena nel mezzo, di Anita, Jean Claude è l'unico maschietto con cui la vedo bene a far coppia.

"I tuoi occhi so­no lo specchio più limpido che abbia mai visto, ma petite. Quando fingo su me stesso o m'illudo sulla vita, non devo fare altro che guardarti in viso per vedere la verità".

So che ci sono moltissime altre coppie della letteratura che meriterebbero un posto nella mia classifica ma, per non fare un torto a nessuna di queste, ho deciso di fermarmi con l'elenco alle prime sette.
Quali sono le vostre coppie letterarie preferite? Fatemelo sapere, se volete, lasciando un commentino qui sotto.

martedì 12 febbraio 2013

Recensione - Sai che gli alberi parlano?

Titolo: Sai che gli alberi parlano?
La saggezza degli indiani d'America
Autore: K. Recheis e G. Bydlinski
Editore: Il punto d'incontro
Genere: società e cultura
Pagine: 140 pp.
Anno di Pubblicazione: 1992
Costo di copertina: --- (12,95 euro, ed. 2002)
Una raccolta unica nel suo genere sulla saggezza e la spiritualità degli Indiani d'America. Orso in Piedi, Alce Nero, Tatanga Mani, Momaday e Ohiyesa sono solo alcuni degli autori qui chiamati a testimoniare il profondo amore per la natura e il grande rispetto per la vita che il popolo pellerossa sa esprimere. Accompagnati dalle suggestive fotografie d'epoca di Edward S. Curtis, i pensieri e la saggezza degli Indiani d'America ci rivelano un mondo spirituale assai ricco e profondo.


In quanti di voi, da piccini, hanno giocato almeno una volta a indiani e cowboy? Io per prima ammetto di averci giocato con uno dei miei cugini (moltissimi anni fa). E cosa dire di moltissimi film western che, bene o male, abbiamo adocchiato tutti almeno in parte? Gli Indiani d'America fanno parte dell'immaginario collettivo americano e mondiale. Fino al 1970, la letteratura ed il cinema hanno descritto i nativi americani come i "cattivi", esaltando l'eroismo dei conquistatori bianchi. Fortunatamente, a partire dagli anni '70, abbiamo assistito ad un'inversione di tendenza: la gente ha iniziato ad interessarsi alla storia di questi popoli, alla loro cultura e tradizione.

Questo breve libro non è un romanzo ne', tanto meno, vuole essere un saggio. Sai che gli alberi parlano? è una raccolta di poesie, di pensieri e preghiere degli Indiani d'America, corredate dalle meravigliose foto di Edward Sheriff Curtis. Quest'ultimo, esploratore e fotografo, è stato uno dei massimi conoscitori e studiosi del popolo dei nativi americani.

Piccole perle di saggezza che, e lo scrivo pensandolo veramente, dovremmo imparare tutti a far nostre. Mi sono ritrovata a leggere molti di questi pensieri provando un'infinità di sensazioni: nostalgia, commozione, serenità, stupore. Il linguaggio semplice ed immediato di descrivere lo spettacolo della natura, di ringraziare alberi e animali, arriva al lettore senza alcun filtro. Sta poi al pubblico aprirsi al messaggio racchiuso all'interno di queste pagine. Vi riporto una di quelle che più m'hanno colpito durante la lettura.

PACE NON E' SOLO IL CONTRARIO DI GUERRA, non è solo lo spazio temporale tra due guerre - pace è di più.Pace è la legge della vita umana. Pace è quando noi agiamo in modo giusto e quando tra ogni singolo essere umano regna la giustizia. 
Detto dei Mohawk (Indiani Irochesi)

Ogni componimento, sia esso una poesia, una preghiera o un detto, è accompagnato da una nota a piè di pagina in cui vengono descritte tradizioni e curiosità relative all'autore o al popolo d'appartenenza.
Una piccola opera che non mancherà di invogliare i lettori, rimasti attratti come me, a documentarsi ulteriormente sulle tradizioni e sul pensiero di queste magnifiche popolazioni che tanto hanno da insegnarci. Concludo questa mia piccola recensione consigliandone la lettura a tutti coloro che, incuriositi dalla cultura dei nativi, non se la sentono, ancora, di affrontare una lettura più impegnativa, quali saggi e testi d'approfondimento.


Consigliato: si
Tempo di lettura:  2 pomeriggi
Canzone consigliata: "Shamanic chant n°5 (Heal the soul)" di Sacred Spirit

lunedì 11 febbraio 2013

"In Nomine Patris" Blog Tour, 4^ Tappa


Buonasera Folletti e benvenuti alla quarta tappa del Blog Tour dedicato al romanzo In Nomine Patris.

Davide Truzzi Bio

Sono nato a Guastalla (RE) nel 1985, ma vivo da sempre nella bassa mantovana. Ho seguito una formazione prettamente tecnica (sono laureato in ingegneria informatica), a cui affianco da sempre numerose passioni e interessi d'ambito artistico e culturale. Adoro la musica metal e gli eventi live, a cui spesso presenzio come reporter e fotografo. Per questo, nel 2011 ho fondato il sito www.ironfolks.net tramite il quale promuovo la musica metal underground, in particolare nell'ambito folk metal e suoi sottogeneri. Sono appassionato fin dall'adolescenza di letteratura e storia contemporanea, e amo i grandi autori del passato più dei moderni: Poe, Lovecraft, Ungaretti e d'Annunzio sono da sempre i miei più grandi esempi, per il connubio tra ricercatezza stilistica e capacità evocativa. Come scrittore ho partecipato a due raccolte di racconti, mentre In nomine Patris è il mio primo romanzo. Sono determinato a sperimentare nuove forme espressive e commistioni artistiche, per questo dal 2012 collaboro con i Sensorium, band symphonic metal di Padova che sta componendo un album ispirato a In nomine Patris e ad altri miei racconti. Al momento sto scrivendo un nuovo romanzo ispirato alla saga. Nel poco tempo libero che mi resta, mi dedico alla fotografia e al tiro a segno.

A tutti coloro che non conoscessero il romanzo d'esordio di questo autore, prima di lasciarvi al racconto, vi riporto la scheda del libro in questione.

La pagina facebook
Titolo: In Nomine Patris
Autore: Davide Truzzi
ISBN: 978-88-6247-097-1 
Pagine: 346 pp.
Costo di copertina:  14,00
Editore: Linee Infinite
Info acquisti: commerciale@lineeinfinite.net
(indicando i dati del libro)

Forze oscure guidano il volere di dèi e mortali, e nemmeno l’onnipotente può opporsi ai suoi doveri. Così, fin dall’inizio dei tempi, il dio dell’universo costringe i mondi viventi a guerre combattute nei regni dell’oltretomba. Otto guerrieri, sacrificati dalle dee dei loro pianeti affinché possano difenderle, scoprono loro malgrado come la morte reclama il dominio sulla vita. Ma dopo millenni di battaglie e apocalissi, i regni dei morti potrebbero conoscere un torneo diverso. Un rivoltoso terrestre e una combattiva teiwaziana, decisi a inseguire i propri desideri, scelgono d’opporsi al più temibile degli avversari: un’ombra né buona né malvagia, che non si cura dei sentimenti dei mortali e degli dèi, non porta una spada e non affronta nessuno a viso aperto. Minaccia i loro mondi, e il suo nome è destino.

«Non so dire se il mio impossibile desiderio sia per affetto o per egoismo, o semplicemente perché sei la mamma: vorrei che tu fossi qui con lui, vorrei riabbracciarti prima della fine, vorrei che lo confortassi dopo. Ma forse non lo vorrebbe lui: sa che soffriresti troppo vedendomi morire. Non è mai bello che un genitore sopravviva al proprio figlio, qualunque sia la causa, per quanto sia grande e nobile, passata quella strana gioia d’orgoglio rimane solo un grande vuoto. E cosa mai vorresti tu, ch’io fossi cosa? Mi vorresti come sono ora, nell’effimera mia grandezza, o sapermi viva ma solo una fra tante, per molti cicli ancora?»



L'ultima ora di Jhanipso
(Racconto Inedito di Davide Truzzi)


Devo farcela.
Lasciatemi scendere dalle ruote che per così tanto m'hanno accompagnato, portandomi fino a qui, di fronte al destino.
Piove a dirotto, avete ragione, ma fate come vi ho detto e lasciatemi a terra. Non deve essere questo a fermarmi proprio oggi. Se è vero che sono ciò che sono, ciò che sento d'essere, allora giungerò da solo in cima a questo altare.
Acqua maledetta, ha inzuppato i gradini, le mani scivolano. Proprio oggi dovevi giungere dal cielo per farti beffe della mia condizione?
Posso solo stringere i denti, e continuare a strisciare.
Non è facile abituarsi a dover trascinare le gambe, ora che sono ridotte a inutili e pesanti orpelli, ora che tormenta il ricordo di quant'erano veloci, quando giocavo con Miù e ci rincorrevamo nel letto del fiume, felici per poco, nascondendoci dagli sguardi della mia e della sua razza.
Lei fuggiva, ma io la prendevo sempre. Ora invece, non saprei seguirla nemmeno su un sentiero.
Eppure devo farcela, nonostante le pozze e le pietre fradice. Quanti gradini avrò fatto, cinque, forse sei?
Ma che importa in fondo, quando la meta è tanto distante, specie se vista col mento poggiato sulla pietra.
E di voi, miei simili, vedo solo i piedi e i calcagni attorno a me. Ancora mi detestate per ciò che ho fatto? Mi riterrete indegno, quando avrò raggiunto quell'altare, sperando di portarmi dietro i vostri peccati, assieme a quelli dei fratelli di Miù?
Sì, sono stati quelli come lei, gli odiati bianchi, a ridurmi così. Ma i vostri soprusi nei loro confronti sono la causa di tutto questo; spero almeno che, nel profondo delle vostre coscienze, ve ne rendiate conto.
Solo un momento, per riposare. Sono già sfinito.
Questa prova è difficile, dolorosa, umiliante. La pioggia scroscia attorno a me, e vi sento incitare, gridare, ma sento più forte l'ansimare del mio respiro.
L'ennesimo gradino. Eppure eccola, è lei: Mauta. La vedo lassù, non posso sbagliarmi. E so che capisce il mio sforzo, per questo non scende ad aiutarmi.
Basta la sua vista a restituirmi le forze, a ridarmi la convinzione. Anche lei vuole la pace tra i nostri popoli, che bruni e bianchi possano vivere come fratelli, che capiscano d'essere figli d'una stessa dea. Né bianca, né bruna, proprio come te.
Maledetta sia la follia che dilaga su queste terre, che pare infettiva più della peste, e che a questo patimento mi costringe. Arrancherò per questi ultimi gradini, ma nel mondo dei morti tornerò a camminare, e sarò forte come e più di prima. Pronto a tutto, anche a una guerra.
Spero che questo sacrificio possa servire a far cessare tutto questo, a far tornare la pace al prezzo d'una vita sola, peraltro già martoriata.
Vorrei poter salvare questo mondo, e vedere bruni e bianchi abbracciarsi festanti, senza più divisioni insensate. E spero che Miù possa tornare a essere felice come un tempo, che possa dimenticare questi anni da incubo. Spero di poterla rivedere, in un altro mondo, col suo meraviglioso sorriso sul viso.
L'ultimo gradino, finalmente. Dammi la mano mia Dea, dammi la mano e rimettimi in piedi.



Le Tappe del Tour

Prima tappa: http://themydiarysecret.blogspot.it/ 21.01.2013
Seconda tappa: http://miopaesedellemeraviglie.blogspot.it/ 28.01.2013
Terza tappa: http://cluburbanfantasy.blogspot.it/ 04.02.213
Quarta tappa: http://nalie-overthehillsandfaraway.blogspot.it 11.02.213
Quinta tappa: http://ilpozzodeisussurri.blogspot.it/ 18.02.2013
Sesta tappa: http://lalibreriaincantatadiselene.blogspot.it/ 25.02.2013
Settima tappa: http://imilleeunlibro.blogspot.it/ 04.03.2013
Ottava tappa: http://storiedentrostorie.blogspot.it/ 11.03.2013
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