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martedì 23 maggio 2023

{Review Party & Blog Tour} "La Sirenetta" di Carolyn Turgeon - La figura di Re Tritone

 

Dopo un periodo (non previsto) di stop, eccomi ritornare con quello che spero possa essere il primo di tanti post che ho in programma di far uscire con una certa costanza (impegni e imprevisti permettendo). Nel proverbiale calderone non poteva mancare un blog tour, organizzato dal blog Sognare Leggi e Sogna in collaborazione con la casa editrice Dark Abyss, a cui ho partecipato davvero con grande piacere. Siete pronti ad addentrarvi negli abissi de La Sirenetta di Carolyn Turgeon?


Titolo: La Sirenetta
Autore: Carolryn Turgeon
Casa Editrice: Dark Abyss
Data di Pubblicazione: 28.04.2023
Genere: retelling, dark fantasy
Pagine: 355 pagine
Prezzo di copertina: 17,10€ (5,99€ ebook)

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“Quando accadrà, no, non lo so, ma del tuo mondo parte farò!” Sono proprio le parole di Ariel, protagonista della storia classica Disney La Sirenetta. Anche alla Dark Abyss Edizioni la nostra Sirenetta emerge dagli Abissi del mare, con un uomo quasi annegato tra le braccia: un principe. La nostra sirena è disposta a barattare tutto pur di avere le gambe e conquistare il cuore del suo amato, ma lei non sarà l’unica pronta a sacrificarsi in nome dell’amore. Chi è Margrethe? E perché corre sulla riva lasciando alle spalle quel convento che si affaccia sul mare ghiacciato?


Non sono solita leggere molti retelling. A dire il vero credo che le mie esperienze letterarie con questo genere si possano contare sulle dita di una sola mano. Quindi, giustamente, vi chiederete com'è che mi sono lasciata coinvolgere in questo blog tour. E' semplice a dirsi, in realtà. Avete presente, parlo soprattutto a chi ha passato l'età con cui vengono etichettati i giovani adulti, quando vi assale quella sorta di nostalgia per tutto ciò che eravate soliti vedere o leggere quando eravate più piccoli? Ecco, sono in piena fase revival e l'idea di tuffarmi in questa avventura mi ha subito attratta. Un po' perché, dopo Cenerentola, questa è una delle fiabe che più spesso mi facevo raccontare come bedtime story.

Lasciamo da parte il film animato Disney che tutti abbiamo imparato ad amare e facciamo spazio a quella che è, in verità, una storia più oscura e spaventosa, drammatica e con un messaggio ben diverso

Rifacendosi alla nota fiaba danese di Hans Christian Andersen, il romanzo parla della Principessa del Mare Lenia che, affascinata da sempre dal mondo degli uomini, al suo diciottesimo compleanno sale, come da tradizione, in superficie per vedere coi suoi occhi ciò che le è sempre stato raccontato da altri. Emerge durante una terribile tempesta e, in mezzo a terrore e morte, vede colui per il quale sarà disposta a sacrificare ogni cosa: famiglia, amici, voce... Non potendo far altro che adagiarlo sulla spiaggia, la sirena si mette in contatto con l'unica persona presente sulla terraferma antistante il convento: Margrethe. 

Parte da qui il viaggio di due giovani donne disposte a correre rischi e a sacrificare se stesse pur di coronare il loro sogno di felicità. Il lettore riesce a scorgere, seppur non troppo approfonditamente, le indoli di entrambe le donne attraverso una narrazione che si basata sui loro punti di vista
Nel corso della lettura,inoltre, ritroviamo personaggi familiari come la Strega del Mare che, ben diversa dalla cara Ursula, perde gran parte di quell'alone di malvagità a cui siamo abituati. Purtroppo, avrei preferito che i personaggi fossero in qualche modo più profondi, così come mi sarebbe piaciuto vedere approfondite tematiche che vengono solo trattate marginalmente dall'autrice (basti pensare alla componente spirituale, alla visione dell'anima e dell'amore da parte di Lenia e Margrethe).
Un inizio davvero col botto che poi, almeno per quanto mi riguarda, è andato via via affievolendosi soprattutto nel finale. Tuttavia nonostante qualche cliché, un triangolo che non so se mi sia effettivamente piaciuto e un finale che avrei preferito si allineasse maggiormente alla fiaba classica, devo dire che mi è piaciuto

Consigliato: si
Tempo di lettura: 2 pomeriggi
Canzone consigliata: "Part of your world" di Halle Bailey



E ora, passiamo alla tappa di questo blog tour.
Vi voglio parlare un po' della figura di Re Tritone (ma non solo), personaggio presente nel romanzo anche se piuttosto marginale.

Re Tritone si rifà alla figura mitologica di Tritone, divinità greca del mare figlio del Dio Poseidone e della nereide Anfitrite. Raffigurato come un uomo dalla pelle verde, con la metà inferiore pesciforme (per essere precisi, dotato di pinna caudale al posto delle gambe) che regge tra le mani un corno di conchiglia che gli serve, essenzialmente, per due motivi: annunciare l'arrivo di Poseidone e quietare le tempeste marine. Fu lui a guidare Giasone e gli Argonauti verso la giusta rotta.
In realtà, sembrerebbe che l'origine di Tritone sia ancora più antica, tanto da risalire ai Fenici e alla figura di Dagon, divinità della fertilità e dei raccolti.

Il pantheon dedicato alle creature marine è molto ampio e trova spazio maggiormente nella cultura europea. Vediamo alcune di queste creature che sono apparse, anche solo per un accenno, nel romanzo:

- Sirene: possiamo dire che sono la controparte femminile dei tritoni, metà donne e metà pesci; questo almeno nell'immaginario collettivo medievale e moderno. In realtà, nella mitologia greca, le sirene erano ben diverse: creature mostruose dal volto di donna e il corpo di uccello dotate di voci melodiose e ammalianti.
- Alastyn: creatura del folclore gaelico, è un cavallo dell'acqua dell'Isola di Man in grado di trasformarsi in uomo. Una sua caratteristica è quella di attirare gli uomini a cavalcarlo e portarli in acqua per divorarli. E' possibile associarlo al Kelpie, originario della Scozia e dell'Irlanda.
- Cecaelia: anch'essa una figura mitologica, è caratterizzata dall'aspetto di donna e la metà inferiore di piovra/medusa (vi ricorda qualcuno?).

Queste erano solo alcune delle creature che vivono negli oceani e negli specchi d'acqua, un mondo davvero immenso e sorprendente da conoscere poco a poco. Spero vi sia piaciuta la tappa. Mi raccomando, non perdete le altre tappe ospitate dai blog partecipanti!




lunedì 24 maggio 2021

{Blog Tour - Recensione} "Il vuoto di Yamauba" di Emanuela A. Imineo

Buon pomeriggio miei cari Folletti, nonostante fuori il tempo sia da lupi (una manna dal cielo per chi come me soffre di allergia ai pollini), eccomi qui a ritagliarmi uno spazio tutto per me e le mie letture. Come sapete, ho avuto modo di partecipare al blog tour dedicato a Il vuoto di Yamauba (potete leggere l’approfondimento sugli Yurei qui).. bene, sono felice di potervi dire cosa ne penso!


Titolo: Il vuoto di Yamauba
Autore: Emanuela A. Imineo
Casa editrice: Press & Archeos
Genere: mitologia asiatica, retelling
Data di pubblicazione: 10 maggio 2021
Prezzo di copertina: 14,00€ (ebook 7,99€)
Pagine: 226 pp.
Acquistalo su Amazon
Giappone, età feudale. Yamauba è divenuta mamma di uno splendido bambino. Il marito, stanco di quella donna che ormai ha trovato nel figlio il fulcro dell’esistenza, escogita con sua madre un piano per liberarsene: spingerla al suicidio, facendole credere di aver avvelenato il piccolo con il proprio latte. Così avviene e Yamauba, additata come strega e aggredita dagli abitanti del villaggio, è costretta a rifugiarsi in una caverna sui vicini monti. Convinta di aver ucciso il figlio decide di lasciarsi morire ma, per volere degli Dei, Yamauba sopravvive scivolando nella follia. Tra foreste cupe e distese innevate, la sua unica compagnia saranno gli Yōkai: spiriti crudeli e pericolosi, votati all’inganno. Guidata da uno di essi, Yamauba cederà ai peggiori istinti, nutrendosi di carne umana e accettando di perdere l’anima.

Nato dalla prolifica penna di Emanuela A. Imineo, Il vuoto di Yamauba si presenta come il retelling di una delle leggende giapponesi più conosciute, quello che ha per protagonista la figura di Yamauba: anziana strega terrificante che divora carne umana ma anche donna che ha allevato l’eroe guerriero Kintaro. 

Cosa posso dire, innanzitutto non aspettatevi un romanzo dai tratti dolceamari, proprio no: il dolce non è che un debole ricordo sovrastato dal dolore, dal tormento e dalla pazzia in cui cade, rimanendone completamente avvinghiata, la nostra protagonista. 

Siamo nel Giappone feudale e Yamauba possiede tutto ciò che ha sempre voluto: un marito a cui essere devota e, soprattutto, un figlio a cui donare tutto l’amore di cui è capace. Tuttavia la sua felicità ha vita breve e un piano terribile, ordito ai suoi danni, la porterà ad essere odiata, ripudiata ed esiliata; complice una boccetta di “veleno” in grado di conferire una morte apparente (un po’ come quella shakespeariana che Frate Lorenzo dona a Giulietta, per capirsi), il marito fa credere alla donna di aver causato, nutrendolo col proprio latte, la morte del figlio. E’ da questo punto, praticamente dopo un paio di pagine, che inizia l’agonia della protagonista e, pian piano, la sua metamorfosi nella figura leggendaria della strega cannibale. 

Un vortice di dolore capace di avvolgere il lettore, tormentarlo man mano che la lettura prosegue e gettarlo, in compagnia di Yamauba, nel baratro della follia. Un tratto che apprezzo e amo dello stile di Emanuela è che, anche grazie al suo essere diretta – per quanto brutale, ogni sfumatura della personalità di un personaggio è approfondita ed esaltata al massimo affinché chi legge sia capace di catturarne l’essenza. Leggendo riuscivo a sentire ogni sentimento provato dalla protagonista, dalle vittime e, da esterna, una rabbia verso quel pezzo di.. ok, avete capito.. del marito. Vi giuro che sarei volentieri entrata nel romanzo per usarlo come sacco da boxe.. ma sto divagando.

Scrivere del Giappone non è semplice, complice la distanza culturale e le innumerevoli figure mitologiche e folcloristiche, ma l'autrice è riuscita a rendere - grazie ad uno studio a monte - davvero in maniera molto genuina un'epoca a dir poco affascinante. Non me la sento di scendere troppo nei particolari della storia, perché va letta e - passatemi il termine - vissuta da lettore, ma posso dirvi che non è adatta a chiunque. "Quando guardi a lungo nell'abisso, l'abisso ti guarda dentro" credo non ci sia citazione più adatta a racchiudere ciò che riesce a suscitare questo romanzo, o almeno che ha suscitato in me. Una lettura, per giungere al termine, che rifarei nonostante il dolore capace di trasmettere in più di una scena. 

mercoledì 19 maggio 2021

{BlogTour} "Il vuoto di Yamauba" di Emanuela A. Imineo - Gli Yurei

Quando Emenuela ha proposto di partecipare al #JapanProject, da appassionata della cultura nipponica (e non solo, lo sapete), non ho saputo davvero resistere. Nonostante la passione e la curiosità, è con non poco timore che mi sono gettata nella ricerca e stesura di questo articolo; timore dovuto essenzialmente al raccontarvi nel modo più esaustivo ed esatto possibile un qualcosa che, per certi versi, è distante dalla nostra tradizione. Ad ogni modo, senza perdere altro tempo, e dopo le dovute precisazioni, parliamo un po’ degli Yurei.

Il Giappone è noto per le creature che popolano storie e tradizioni, ciò anche grazie ad anime e movies (alcuni dei quali divenuti veri e propri cult), per i riti ed i templi. Dovete sapere, prima di entrare nel vivo dell’articolo, che secondo la tradizione giapponese gli esseri umani possiedono un reikon (spirito/anima) che alla morte lascia il corpo, rimanendo in attesa sino a raggiungere, una volta compiuti i riti funebri, lo Yomi (il mondo dei morti). Durante questo periodo di attesa o se lo spirito ha delle questioni in sospeso, l’anima diviene uno Yurei in grado di entrare in contatto col mondo fisico. Uno Yurei, dunque, altri non è che il fantasma di un defunto incapace di lasciare il mondo dei vivi e raggiungere l’aldilà.


Ma come sono, come si presentano questi spiriti? Bene, dovete sapere che la rappresentazione che ne abbiamo oggi è piuttosto recente, parliamo infatti del tardo XVII secolo, e vede il seguente aspetto canonico: una veste bianca che ricorda un kimono, un fazzoletto avvolto intorno alla testa che assume forma triangolare detto hitaikakushi, lunghi capelli neri, mani morte e mancanza della parte inferiore del corpo, e infine una coppia di fuochi fatui chiamati hitodama che accompagnano l’anima.

Gli Yurei si suddividono nelle seguenti tipologie:

Jibakurei: spettri, generalmente di persone morte suicide o con dei rimpianti, che infestano un luogo
Hyoirei: spettri che s’impossessano del corpo di un vivente
Onryo: spiriti vendicativi che tornano a perseguitare chi li ha maltrattati in vita
Ubume: possono essere spiriti di madri morte nel dare alla luce un figlio, o che non sanno cosa sia successo loro; sono generalmente innocui e desiderano solo incontrare i propri figli
Goryo: spiriti di aristocratici morti per intrighi di palazzo o traditi dai propri servitori, che tornano per esigere vendetta
Funayurei: spiriti di marinai morti in mare; se vengono lasciati salire su una nave la fanno affondare
Zashiki-warashi: fantasmi di bambini, generalmente dispettosi
Gaki: fantasmi di persone morte nella pratica ossessiva dei propri vizi e costretti ad una fame e sete insaziabile di particolari oggetti
Jikininki: una variante dei Gaki che però sono costretti a cibarsi di cadaveri
Ikiryo: è un fantasma particolare che si materializza quando la persona è ancora in vita
Fantasmi seduttori: spettri di uomini o donne che cercano di avere una storia d’amore con un vivente
 

Le morti violente lasciano degli strascichi nel luogo in cui avvengono, un’energia particolare e la Foresta di Aokigahara sembra esserne avvolta. Jukai, altro nome con cui è conosciuto il luogo, si trova alla base del monte Fuji, composta essenzialmente da rocce laviche, caverne di ghiaccio, fitti alberi e arbusti, è conosciuta nel mondo per esser stata teatro di numerosi suicidi. Nel XIX secolo, in periodi di siccità e carestia, i membri più anziani della famiglia venivano abbandonati nella foresta di modo che non pesassero sul bilancio famigliare. Tuttavia, leggenda vuole che gli spiriti di questi malcapitati vaghino tra gli alberi pieni di rabbia e rancore, infestando il luogo e, si dice, cercando di "confondere" coloro che l'attraversano.

La tematica della “vita” dopo la morte mi ha sempre affascinata così come il mondo degli spiriti. Credo che qualcosa ci sia, che i nostri cari possano stare al nostro fianco in qualche modo e che possano esistere anche entità negative. Esperienze particolari? Beh, un paio ce ne sono state ma, sapete com’è, arrivate a chiedervi se è stato tutto frutto della vostra immaginazione.


Siamo giunti al termine di questo piccolo intervento e spero che vi sia piaciuto e, soprattutto, vi abbia incuriosito. Ringrazio ancora Emanuela per avermi dato la possibilità di partecipare all’evento e, dandovi appuntamento alla recensione, vi invito a seguire e commentare anche le altre tappe del tour.

lunedì 10 maggio 2021

{BlogTour} "Il vuoto di Yamauba" di Emanuela A. Imineo

Buongiorno miei carissimi Folletti, sono felice di presentarvi il nuovo blogtour a cui ho deciso di partecipare. Si tratta di un nuovo romanzo di Emanuela A. Imineo, il retelling della storia di Yama-uba, uno yokai del folklore giapponese. Vediamo però, qui di seguito, i dati e la sinossi del romanzo Il vuoto di Yamauba.


Titolo: Il vuoto di Yamauba
Autore: Emanuela A. Imineo
Casa editrice: Press & Archeos
Genere: mitologia asiatica, retelling
Data di pubblicazione: 10 maggio 2021
Prezzo di copertina: 14,00€ (ebook 7,99€)
Pagine: 226 pp.
Acquistalo su Amazon
Giappone, età feudale. Yamauba è divenuta mamma di uno splendido bambino. Il marito, stanco di quella donna che ormai ha trovato nel figlio il fulcro dell’esistenza, escogita con sua madre un piano per liberarsene: spingerla al suicidio, facendole credere di aver avvelenato il piccolo con il proprio latte. Così avviene e Yamauba, additata come strega e aggredita dagli abitanti del villaggio, è costretta a rifugiarsi in una caverna sui vicini monti. Convinta di aver ucciso il figlio decide di lasciarsi morire ma, per volere degli Dei, Yamauba sopravvive scivolando nella follia. Tra foreste cupe e distese innevate, la sua unica compagnia saranno gli Yōkai: spiriti crudeli e pericolosi, votati all’inganno. Guidata da uno di essi, Yamauba cederà ai peggiori istinti, nutrendosi di carne umana e accettando di perdere l’anima.

Se anche voi siete appassionati o incuriositi dalla mitologia e dal folklore nipponico, non vi resta che seguire le tappe del blog tour in cui si parlerà delle credenze, le usanze e le figure del Giappone. Vi lascio qui di seguito le date e vi do appuntamento al prossimo post!

domenica 28 marzo 2021

{Recensione} Blogtour "L'eredità celtica" di Stefano Spagocci

Buongiorno Folletti e felice domenica a tutti! Prosegue il blog tour dedicato all'opera L'eredità celtica. Origini e antropologia dei popoli cisalpini di Stefano Spagocci; oggi infatti avrete modo di leggere le recensioni di tutti i blog che stanno partecipando al #progettoceltico. Siete pronti? Seguitemi!


Titolo: L'Eredità Celtica.
Origini e antropologia dei Popoli cisalpini
Autore: Stefano Spagocci
Casa editrice: Press & Archeos
Genere: storia, antropologia
Data di pubblicazione: 18 dicembre 2019
Prezzo di copertina: 15,20€ (ebook 8,49€)
Pagine: 228 pp.

Acquistalo su Amazon

I Celti, generalmente associati a Irlanda, Scozia, Galles e Bretagna, sono in realtà alla radice di gran parte delle nazioni europee. La presenza celtica in parte dell’Italia settentrionale è altrettanto autoctona quanto quella in Iberia, Europa Centrale ed Isole Britanniche. Dopo le invasioni storiche del IV sec. a.C. tutta l’Italia settentrionale, e parte dell’Italia centrale, fu abitata da popolazioni celtiche o celtizzate. Un tale dato, tuttavia, è quasi sconosciuto al grande pubblico. In questo libro, sintetizzando un ventennale lavoro di spoglio della letteratura archeologica ed antropologica, l’autore ha voluto rendere giustizia ai Celti Cisalpini, delineandone un ritratto antropologico in senso genetico, fisico e culturale. Ciò allo scopo non solo di conoscere meglio questo insieme di popoli ma di capire quanto di loro sia rimasto nell’antropologia dei Popoli cisalpini.


Premettendo che il mio campo non è l'archeologia o l'antropologia, posso però dire di appartenere a quella schiera di lettori che amano spaziare tra i generi e saziare la loro curiosità su questo o quel determinato tema (sarà che sono cresciuta con SuperQuark e La Macchina del Tempo?). Ad ogni modo, quando mi è stato proposto di partecipare al #progettoceltico non ho potuto proprio rifiutare, appassionata della cultura celtica come sono e a maggior ragione con un'opera trattante i Celti in Italia.

In questo saggio, l'autore spiega in modo esaustivo i dati sperimentali di una ricerca ventennale che ha per protagonisti i popoli cisalpini. Tutti noi siamo abituati ad identificare i Celti con le regioni che comprendono Irlanda, Scozia, Galles e Bretagna, quando in realtà molte zone d'Europa ha radici riconducibili a questo popolazione. 
L'antropologia genetica, le influenze celtiche (e germaniche) sulla lingua e sui dialetti, il folklore, i riti, sono solo alcune delle tematiche affrontate in questo compendio di nozioni che trovano fondamento su studi compiuti anche da altri come Piazza e Cavalli Sforza. Lo stesso autore, con grande schiettezza e rispetto, ammette che sono possibili altre scoperte in materia e che gli studi continuano.

Spesso i saggi possono risultare pesanti nella forma stilistica, incomprensibili ai profani della materia o, addirittura, noiosi: non è questo il caso. Ammetto che la mia personale passione per la storia ha avuto la sua parte nel farmi apprezzare l'opera a tutto tondo, ma è anche vero che ho trovato i concetti facilmente assimilabili benché, in alcuni casi, mi sia affidata all'ausilio della rete per approfondirne alcuni. Riconosco che quest'ultimo appunto possa sembrare ai più una nota dolente (o addirittura negativa) al testo ma, sarà che come anticipatovi sono una lettrice curiosa, trovo che sia una "spinta" a saziarsi di conoscenze allontanando quella pigrizia che ci lascia con domande a cui non troviamo risposta.

Ho apprezzato davvero molto questa lettura, le nozioni che mi ha trasmesso e, soprattutto, la "scoperta e presa di coscienza" delle origini della zona in cui abito e di altri territori della penisola; un'opera, giungendo alla conclusione del mio breve commento, che consiglio in particolar modo a coloro che, amanti della storia, vogliono esplorare le fonti dell'influenza celtica in Italia.

Consigliato: si
Tempo di lettura: 4 giorni
Canzone consigliata: "Kid ar an Sliabh" Celtic Heart feat. Harp Twins & Máiréad Nesbitt

martedì 23 marzo 2021

Blogtour "L'eredità celtica" di Stefano Spagocci - I Celti oggi: una giornata alla Tarvisium Celtica

Buongiorno miei cari Folletti e benvenuti all’appuntamento con la tappa del Blogtour dedicato al libro L’Eredità Celtica. Stefano Spagocci ha dato vita, grazie alla sua ricerca ventennale, ad un’opera capace di raccontare l’origine e l’antropologia dei Popoli Cisalpini. Come già anticipatovi lo scorso weekend, sono davvero felice di aver avuto la possibilità di prendere parte a quest’iniziativa perché, dalla storia alla cultura, tutto mi attira del panorama celtico; ma non perdiamoci in chiacchiere. 

Giungendo sino a noi, la cultura celtica rimane in vita anche grazie ad iniziative volte alla sua riscoperta: sto parlando dei Festival Celtici fatti di musica, rievocazioni, laboratori, artigianato e molto altro ancora. E’ proprio a questo argomento che ho pensato quando mi è stato chiesto di preparare una delle tappe del blogtour. Chi sono i Celti oggi?

Dovete sapere che uno dei primi eventi culturali a cui ebbi modo di partecipare fu una delle primissime edizioni de l'Irlanda in Festa: avevo rotto talmente tanto le scatole ai miei genitori da convincerli, per esasperazione, ad accompagnarmi sino al teatro Geox di Padova. Purtroppo però, non trovai bancarelle con gadget o musica al vivo.. certo, eravamo andati nella tarda mattinata di domenica ma, il solo vedere le bandiere delle contee e udire la musica tipica sparata a bomba dalle casse.. beh, mi aveva reso la ragazza più felice del mondo. Tuttavia, dovettero passare almeno una decina d'anni prima di rimanere letteralmente affascinata da un altro evento: la Tarvisium Celtica

Ogni anno quando arriva luglio, man mano che i giorni scorrono, entro in uno stato di fibrillazione crescente che mi accompagna sino alla fatidica data: l'inizio della Tarvisium Celtica. Nato nel 2005, grazie al Clan del Toro, questo festival ha l'obiettivo di far conoscere le tradizioni celtiche attraverso musica, danze, rituali, rievocazioni, laboratori e moltissimo altro, rivolto a grandi e piccini.
 
Fin dal primo istante, quello in cui oltrepassi i cancelli d'ingresso al parco, sei conscio di dover abbandonare ogni pensiero accumulato nel corso della settimana, per godere appieno dell'atmosfera che inizia a circondarti. La musica di flauti, tamburi, violini e cornamuse ti avvolgono in un abbraccio mentre il delizioso profumo di prelibatezze culinarie aleggiano per l'intero campo. Nemmeno cinque minuti e la frenesia della vita urbana viene lasciata alle spalle, senza alcun pensiero o remora. Il viaggio nella cultura celtica ha inizio!

Lungo il sentiero principale si trovano bancarelle multicolori in cui artigiani del legno, della pelle e del metallo mostrano la loro arte e, credetemi, se cercate qualche monile da regalare (o regalarvi) l’imbarazzo della scelta non manca di certo. Gironzolando, non si può mancare di sostare al banco dell’idromele, quella dolce bevanda che, per chi la gradisce, rinfresca anima e corpo anche nella giornata più assolata. Le attività per grandi e piccini sono davvero molte e, nonostante il desiderio di provarle tutte, occorre fare delle scelte. Ma cosa troviamo? Come vi dicevo la scelta è vasta e, attraversando il campo di tende e costruzioni che rispecchiano quelle della vita antica, potrete provare a tirare con l'arco, prendere parte alle didattiche sulla forgiatura del metallo, sulla storia celtica, sulle erbe aromatiche e moltissimo altro. Per quanto mi riguarda, non potrò mai, e dico mai, dimenticare il corso base di Arpa Celtica a cui ho avuto modo di partecipare. Nonostante le imprecisioni e, soprattutto, il timore di sbagliare, sono stata in grado di imparare a suonare il Main Theme di Game of Thrones (non prima di essermi emozionata sin quasi alle lacrime). Che soddisfazione! Un'emozione unica che mi ha fatto tremare le gambe durante l'apprendimento e sorridere per tutto il resto della giornata. Al termine della lezione, rendendomi conto di non essere così imbranata come pensavo e di avere, invece, una certa affinità con l'arpa, ho pensato di continuare i miei studi da autodidatta. 

Il tempo scorre così velocemente che è tempo di trovare posto ad uno dei tavoli nell'area ristoro e assaporare qualche manicaretto a base di carne prima di raggiungere il palco principale per gli spettacoli serali. Attraversando nuovamente l'intero campo, ora illuminato da lanterne, luci e fiaccole, si raggiunge la radura in cui trova spazio l'ampio palcoscenico su cui, da lì a pochissimo, si esibiranno i Siegel Senones. Le luci si abbassano, gli spettatori si fanno avanti e i tamburi iniziano a suonare ritmicamente mentre, accompagnati da una cornamusa, le ballerine danzano sinuose. Durante le serate non mancano, come vi dicevo, i rituali del fuoco e, in alcune edizioni, anche quello dell'handfasting, il matrimonio celtico.

Giungendo al termine di questo mio intervento, proverò a rispondere alla domanda posta ad inizio dell'articolo: chi sono i Celti moderni? In un certo qual modo, possiamo dire che tra di essi vi sono anche quelle persone che, amando la storia e le tradizioni, hanno deciso di portare avanti il più possibile gli usi e i costumi di un popolo mettendoli in pratica chi nel quotidiano, chi dando via o partecipando attivamente a manifestazioni volte a tener viva e riscoprire questa cultura. 

sabato 20 marzo 2021

Presentazione Blogtour "L'Eredità Celtica. Origini e antropologia dei Popoli cisalpini" di Stefano Spagocci

Buongiorno miei carissimi Folletti, la primavera è ormai alle porte e le giornate, nonostante qualche eccezione, iniziano a farsi piacevolmente calde. Quest'oggi vi voglio presentare il nuovo blogtour a cui ho deciso di partecipare e che ha per protagonista il libro di Stefano Spagocci, "L'Eredità Celtica. Origini e antropologia dei Popoli cisalpini" edito da Press & Archeos.


Titolo: L'Eredità Celtica.
Origini e antropologia dei Popoli cisalpini
Autore: Stefano Spagocci
Casa editrice: Press & Archeos
Genere: storia, antropologia
Data di pubblicazione: 18 dicembre 2019
Prezzo di copertina: 15,20€ (ebook 8,49€)
Pagine: 228 pp.
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I Celti, generalmente associati a Irlanda, Scozia, Galles e Bretagna, sono in realtà alla radice di gran parte delle nazioni europee. La presenza celtica in parte dell’Italia settentrionale è altrettanto autoctona quanto quella in Iberia, Europa Centrale ed Isole Britanniche. Dopo le invasioni storiche del IV sec. a.C. tutta l’Italia settentrionale, e parte dell’Italia centrale, fu abitata da popolazioni celtiche o celtizzate. Un tale dato, tuttavia, è quasi sconosciuto al grande pubblico. In questo libro, sintetizzando un ventennale lavoro di spoglio della letteratura archeologica ed antropologica, l’autore ha voluto rendere giustizia ai Celti Cisalpini, delineandone un ritratto antropologico in senso genetico, fisico e culturale. Ciò allo scopo non solo di conoscere meglio questo insieme di popoli ma di capire quanto di loro sia rimasto nell’antropologia dei Popoli cisalpini.

Si tratta, come potete vedere, di una pubblicazione appartenente al genere antropologico; una tipologia, quest'ultima, che non spesso si "vede" nei blog letterari (dato l'argomento di nicchia). Amando la storia, e in particolare tutto ciò che ha a che fare coi Celti, sono davvero felice di prendere parte a questa iniziativa. A partire da domani, infatti, ogni blog partecipante avrà modo di parlarvi di un argomento attinente alla tematica celtica e, tutti insieme, il 28 marzo verranno pubblicate le recensioni. Cosa dire, non perdetevi gli speciali perché, ne sono certa, saranno capaci di conquistarvi e, perché no, incuriosirvi!

Le Tappe del BlogTour

sabato 31 ottobre 2020

{Blog Tour - Recensione} "Al di là di Borgo Opaco" di Emanuela A. Imineo

Buonasera miei carissimi Folletti, finalmente la notte delle Streghe è giunta! Sono elettrizzata e voi? Tra una leccornia a base di zucca e un dolcetto goloso, eccomi pronta per parlarvi del romanzo di Emanuela A. Imineo.. Al di là di Borgo Opaco. Si tratta di una storia dark fantasy che vi colpirà! Ringrazio fin da subito l'autrice che mi ha permesso di leggerlo per voi e di parteciparle all'emozionante blog tour. Bando alle ciance, parliamone assieme!


Titolo: Al di là di Borgo Opaco
Autore: Emanuela A. Imineo
Genere: dark fantasy, gotico
Data di pubblicazione: 31 ottobre 2020
Pagine: 283 pp.
Prezzo di copertina: 12,990€ (ebook 3,99€)
Acquistalo su Amazon

Tra i picchi delle più alte montagne, punto d'incontro di Umani e Dei crudeli, c'è un luogo maledetto dove il buio quasi diventa suono, assordante e oscuro. Con la luce del sole però torna a essere Borgo Opaco: un villaggio unico, malinconico e ridente, dove culti e i riti di ogni epoca e provenienza convivono in serenità.Tra i suoi abitanti troviamo Moon, un'adolescente che professa l'Antica Religione. Moon ha perso i genitori e vive con Nymphe, sua nonna: una strega che, per malattia o sortilegio, non ha più la facoltà di esprimersi in maniera lucida e coerente. Tra rabbia e dolore, sacrifici umani e ricerca del proprio destino, Moon si troverà di fronte a due sentieri e dovrà compiere la sua scelta: potrà riempirsi di oscurità o sacrificarsi per la salvezza. Due incontri segneranno il suo percorso: quello con Metelaine, all'apparenza una ragazza come lei ma forse non umana, e quello con Provenza, la ninfa immortale preda della morte. Crescere è sempre scegliere, ma cosa deciderà Moon? E chi ne pagherà il prezzo?
A fine lettura Borgo Opaco ti aspetta su www.aldiladiborgoopaco.com Inserisci le password segrete e scopri i contenuti interattivi e gli extra riguardanti la stregoneria.


Se dovessi darvi, nell'immediato, il titolo di un romanzo contemporaneo di un autore italiano in linea con la notte di Halloween.. beh, vi direi Al di là di Borgo Opaco senza ombra di dubbio. Si tratta di una storia appartenente al genere dark fantasy e gotico che sarà capace di catturarvi.

Moon è una sedicenne che, a seguito della misteriosa morte dei genitori, cresce assieme alla nonna Nymphe. Sembra una cosa del tutto ordinaria se non fosse che l'anziana donna è una strega appartenente all'Antica Religione che vive a Borgo Opaco, un villaggio in cui umani e streghe coesistono pacificamente. Seguiamo quindi le vicende che coinvolgono l'adolescente e, allo stesso tempo, quelle che ad essa s'intrecciano ed hanno per protagonista la figura della ninfa Provenza. Attraverso un percorso fatto di scelte e prese di coscienza, vedremo la crescita della giovane Moon.

Prima opera letteraria dell'autrice, Al di là di Borgo Opaco risulta possedere fin da subito una di quelle trame complesse che, almeno personalmente, adoro da sempre. Il lettore si ritrova a "vivere" a stretto contatto le vicissitudini della giovane protagonista, Moon, che farebbe di tutto pur di raggiungere i propri obiettivi e ottenere ciò che vuole. Legata quasi a doppio filo dal dolore della perdita delle persone amate, vi è la figura di Provenza che, grazie alla potenza delle sue emozioni, risulta essere un personaggio potente. Nonostante non riesca a relazionarmi con lei, soprattutto nel rapporto (o sarebbe meglio dire non rapporto?) che ha col figlio, ammetto che è il personaggio che più mi ha colpito ed affascinato: così legato alla tradizione classica che.. beh, l'adoro.

Come vi dicevo, la trama risulta piuttosto corposa e complessa però, questo, non deve essere visto come una debolezza bensì come uno dei punti forza di questo scritto. Abbiamo moltissimi argomenti che vengono toccati ed uno su tutti è quello del libero arbitrio (di cui ho scritto nella tappa del Blog Tour): la possibilità che ognuno di noi ha di compiere una scelta tra molte opzioni. Moon è circondata da persone amiche o meno che, diversamente da altri romanzi, possiedono tutte un lato negativo più o meno accentuato (altro punto a favore del libro) e che cercheranno di consigliarla/spingerla verso determinate scelte. Scelte che comporteranno delle conseguenze e che serviranno nell'evoluzione, nonché crescita, della stessa giovane.

Giungo al termine del mio commento, altrimenti rischio sul serio di scivolare nello spoiler, dicendovi che se vi aspettate un clima/ambientazione in stile "stregoneria alla Harry Potter" beh.. proprio no, ma avrete modo di apprezzare ogni singolo aspetto: in primis l'ambientazione e a seguire ogni personaggio, caratterizzato appieno e capace di scavare un posticino dentro di voi. Credo che Provenza rimarrà con me per moltissimo tempo ^.^ 

giovedì 22 ottobre 2020

{Blog Tour} "Al di là di Borgo Opaco" di Emanuela A. Imineo | Il libero arbitrio

Buongiorno Folletti e benvenuti a questo speciale dedicato al romanzo Al di là di Borgo Opaco di Emanuela A. Imineo. Sono davvero felice di ospitare una delle tappe di questo blogtour! Ora, giustamente vorrete andare subito al nocciolo della questione.. di cosa parleremo? La tappa verterà, rullo di tamburi, sull'affascinante tema del Libero Arbitrio

"Fino a che punto l'uomo è libero e fino a che punto decidono le circostanze, quando conta il libero arbitrio e quando interviene il fato. Questi sono misteri e tali rimarranno"
- Mahatma Gandhi -

Credo che non ci siano parole più azzeccate per darvi l'idea di quanto possa essere affascinante e, allo stesso tempo, complicato un tema come questo. Se diciamo libero arbitrio pensiamo subito alla libertà di poter fare una scelta anziché un'altra eppure spesso c'è una domanda che ci si presenta: siamo veramente noi a decidere oppure tutto è già stato scritto?

Le scuole di filosofia che, nel corso dei secoli, hanno preso in carico questo argomento sono molte e tutte davvero molto interessanti nelle conclusioni. Sant'Agostino, Tommaso d'Aquino, Lutero, Erasmo, Calvino, sono solo alcuni delle figure storiche che hanno studiato e analizzato, cercando di dare un significato, al libero arbitrio. C'è da dire che, proprio questo delicato argomento è stato una delle cause che ha portato alla divisione tra Chiesa cattolica e protestante.. ma è un discorso davvero ampio da poter essere affrontato qui e ora. E' per questo che ho pensato di fare semplicemente un ragionamento con voi..

Se è la divinità che, decidendo di non condizionare le scelte, lascia all'uomo il libero arbitrio, allora non può dirsi veramente indipendente nella decisione. Lo è solamente in apparenza. Quindi, se stiamo camminando lungo un percorso già tracciato, possiamo dire che il nostro destino è segnato? No, non proprio. Questo perché se anche il fato è segnato, non lo è la modalità con cui lo si adempie. Un esempio, giusto per farvi capire, lo abbiamo nel Macbeth: gli viene detto che diverrà re ma non in che modo; toccherà infatti al protagonista compiere via, via, delle scelte che lo porteranno sul trono. 

E' normale, in qualsiasi ambito della vita, trovarsi davanti a situazioni che richiedono una nostra scelta; alle volte è semplice, altre invece no e così cerchiamo qualcosa, una specie di appiglio, che ci dia modo di capire che stiamo andando nella giusta direzione. Chiediamo consiglio a qualche amico fidato, ai nostri genitori, al nostro partner, al Dio in cui crediamo e molto altro ancora. Anche Moon, la protagonista di Al di là di Borgo Opaco, si ritrova a dover compiere delle scelte e chiede aiuto ai suoi fidati tarocchi per avere un segno che le faccia capire che sta compiendo la scelta giusta, quella giusta per lei. Non mancheranno tuttavia i fattori esterni che concorreranno a farle scegliere una cosa piuttosto che un'altra, esattamente come succede ad ognuno di noi all'interno di un determinato contesto sociale, storico e culturale.

Sapete cosa penso? Mi piace pensare che siamo noi stessi gli artefici del nostro destino; con le nostre scelte, giuste o sbagliate che siano, "costruiamo" ciò che siamo e poniamo le basi per quel che saremo. Certo, alle volte ci viene da incolpare il fato ma poi scatta qualcosa dentro che ci fa riflettere, sono le mie scelte che hanno portato a questo, no? Quindi posso anche porvi rimedio. Vedete, parlare di libero arbitrio è davvero complicato ^.*

Giunta al termine di questa analisi, non mi resta che darvi appuntamento alla prossima tappa del blog tour che trovete sul blog The Mad Otter e alla mia recensione prevista per la notte di Halloween!

giovedì 15 ottobre 2020

Presentazione BlogTour "Al di là di Borgo Opaco" di Emanuela A. Imineo

Buon pomeriggio miei carissimi Folletti, come state?
Il lavoro mi tiene impegnata e, anche se non mi è mai piaciuto molto, mi vedo costretta più volte all'utilizzo della modalità "pubblicazione programmata" dei post e questo, che sto scrivendo, non fa eccezione. Ad ogni modo, quest'oggi vi vado a presentare il blog tour dedicato al romanzo di Emanuela A. Imineo, Al di là di Borgo Opaco. Si tratta di una storia che vi colpirà per le molte tematiche, per l'ambientazione ed i personaggi in essa contenuti. Un dark fantasy, un romanzo gotico e allo stesso tempo di formazione.. è molte cose, credetemi!


Titolo: Al di là di Borgo Opaco
Autore: Emanuela A. Imineo
Genere: dark fantasy, gotico
Data di pubblicazione: 30 luglio 2020
Pagine: 283 pp.
Prezzo di copertina: 12,990€ (ebook 3,99€)
Acquistalo su Amazon

Tra i picchi delle più alte montagne, punto d'incontro di Umani e Dei crudeli, c'è un luogo maledetto dove il buio quasi diventa suono, assordante e oscuro. Con la luce del sole però torna a essere Borgo Opaco: un villaggio unico, malinconico e ridente, dove culti e i riti di ogni epoca e provenienza convivono in serenità.Tra i suoi abitanti troviamo Moon, un'adolescente che professa l'Antica Religione. Moon ha perso i genitori e vive con Nymphe, sua nonna: una strega che, per malattia o sortilegio, non ha più la facoltà di esprimersi in maniera lucida e coerente. Tra rabbia e dolore, sacrifici umani e ricerca del proprio destino, Moon si troverà di fronte a due sentieri e dovrà compiere la sua scelta: potrà riempirsi di oscurità o sacrificarsi per la salvezza. Due incontri segneranno il suo percorso: quello con Metelaine, all'apparenza una ragazza come lei ma forse non umana, e quello con Provenza, la ninfa immortale preda della morte.Crescere è sempre scegliere, ma cosa deciderà Moon? E chi ne pagherà il prezzo?
A fine lettura Borgo Opaco ti aspetta su www.aldiladiborgoopaco.com Inserisci le password segrete e scopri i contenuti interattivi e gli extra riguardanti la stregoneria.

Questa la trama dell'opera. Continuando su questa linea rischio seriamente di rivelarvi troppo, troppissimo! Quindi, eccomi a lasciarvi semplicemente alle date delle tappe d'approfondimento che verranno pubblicate dai blog partecipanti. 


Come avete visto, il blog tour avrà numerose tappe ed ognuna di esse tratterà temi davvero affascinanti, misteriosi e curiosi che vi terranno incollati. Non mancheranno, poi, le recensioni al romanzo da parte dei blog partecipanti. Da parte mia, non vedo l'ora di leggere ogni singolo post delle mie colleghe: troppi gli argomenti stuzzicanti! E voi, vi incuriosisce? E allora cosa aspettate: preparatevi, si parte!

giovedì 23 luglio 2020

{Blogtour - Tappa} "Guarda oltre ciò che vedi" - I tarocchi nella magia egizia


Buongiorno Folletti e benvenuti in questo articolo un po' speciale. Certo, non è la prima volta che tocco un qualche tema "magico" ma questo ha qualcosa di diverso: eccoci alla tappa del blogtour del manuale Guarda oltre ciò che vedi, scritto da Emanuela A. Imineo, dedicato ai tarocchi nella magia egizia. Siete pronti per questo viaggio attraverso i secoli? Bene, andiamo!

Fin dagli albori l'uomo è stato affascinato, e al contempo timoroso, da ciò che lo attendeva.. dal futuro avanti a lui, ma non solo. Ha cercato quindi attorno a sé segni da interpretare nella natura, nel cielo e, a sua volta, ne ha "creati" conferendo significati che potessero aiutarlo. I tarocchi sono uno dei tanti strumenti usati nella divinazione ma, da dove nascono?

I primi mazzi che conosciamo risalgono all'epoca medievale, tuttavia la vera origine dei tarocchi non è certa. Tra le teorie più accreditate vi è quella che li fa risalire all'Antico Egitto. I Libri di Thoth, una raccolta di manoscritti redatti dalla stessa divinità, riporterebbe infatti le 22 figure principali (oltre ad una serie di predizioni su eventi futuri e alla rivelazione dei misteri celesti). Giusto per condividere una curiosità a tal proposito, secondo alcune teorie, i testi sarebbero nascosti in una camera segreta al di sotto della Sfinge. Scopriamo brevemente qualcosa in merito.

Thot è il dio della sapienza, della luna, della scrittura, della magia, della misura del tempo, della matematica e della geometria; rappresentato con il capo di Ibis e, più raramente, con la testa di babbuino. Assimilato alla divinità greca Hermes nella figura leggendaria di Ermete Trismegisto, autore del Corpus Hermeticum, Thot avrebbe trasmesso agli uomini le antiche conoscenze. Una serie di papiri, infatti, conterrebbe incantesimi e procedure di iniziazione.

La tesi dell'origine egizia dei tarocchi, è avanzata da più di uno studioso tra i quali Court Gebelin che, nella seconda metà del '700, ipotizzò il loro arrivo a seguito delle migrazioni dal Nilo all'Europa. Sempre secondo Court Gebelin, i tarocchi sarebbero la chiave per aprire i sigilli dei geroglifici ieratici (forma di scrittura dell'Antico Egitto di uso quotidiano).

Saltando un po', più che altro perché rischierei di diventare alquanto noiosa e ripetitiva, arriviamo all'età contemporanea quando Aleister Crowley redige il suo Libro di Thot: un testo che aiuta nell'avvicinarsi alla filosofia e consapevolezza ermetica, nonché utile manuale per l'interpretazione del tarocco egizio. Associato a questo libro, se vogliamo, Crowley fece disegnare anche un mazzo da Lady Frieda Harris, illustrazioni fortemente evocative sotto il nome di Tarocchi di Thot.

Purtroppo siamo arrivati al termine di questo breve speciale, spero che vi sia piaciuto o, quanto meno, abbia stuzzicato la vostra curiosità. Vi lascio quindi alle prossime tappe del blogtour:


giovedì 16 luglio 2020

{Blogtour- Recensione} "Guarda oltre ciò che vedi" di Emanuela A. Imineo


Buonasera miei cari Folletti e benvenuti ad un nuovo appuntamento del blogtour dedicato a Guarda oltre ciò che vedi di Emanuela I. Imineo. In questo post vi farò sapere il mio parere su questo manuale: impressioni, esperienze, suggerimenti e quant'altro, troveranno spazio nella recensione a seguito. Pronti?


Titolo: Guarda oltre ciò che vedi
Autore: Emanuela A. Imineo
Casa Editrice: Independently published
Data di Pubblicazione: giugno 2020
Pagine: 160 pagine
Prezzo di copertina: 12,99€ (ebook 4,99€)

Acquistalo su Amazon

Hai mai pensato di provare a guardare oltre ciò che riesci a vedere? Guarda oltre ciò che vedi, manuale sull'arte dei tarocchi e sul loro utilizzo, ti aiuta a scoprire il significato di ogni singola carta e ti indica come realizzare alcuni schemi e stese per individuare il futuro e alzare quel velo tanto misterioso. Una piccola raccolta di spiegazioni ed esercizi in cui potrai trovare il significato più semplice e approfondire la comprensione di figure tanto simboliche quanto ricche di dettagli.



C'è poco da fare o da dire in merito, i tarocchi da secoli stuzzicano l'uomo tanto da farlo avvicinare ad essi per, almeno inizialmente, curiosità. Lo stesso è valso per me quando, adolescente che si apprestava ad iniziare le scuole superiori, ho iniziato a studiare le antiche religioni. In realtà, la conoscenza con queste carte avvenne ben prima e per puro caso.. ma è una storia lunga e non siete di certo qui per questo, no?

Guarda oltre ciò che vedi è un manuale in cui possiamo distinguere, essenzialmente, tre parti: la storia dei tarocchi, lo studio degli arcani maggiori e minori e, infine, la parte pratica. Ho avuto modo, negli anni, di leggere e consultare diversi tomi e, credetemi, per chi è alle prime armi o ancora zoppica, non è semplice trovarne di "semplici".

Quest'opera è adatta ad ogni persona, in particolar modo ai neofiti che per la prima volta si approcciano a questo tipo di divinazione. Semplice nella struttura quanto nello stile, spiega in modo chiaro il significato di ogni singola carta e seme, senza cadere nei giri di parole che fanno perdere il filo al lettore. Ovviamente, come nella maggior parte delle cose, l'abilità di decifrare i segni e i suggerimenti dati dalle carte si acquista solamente con la pratica e, spesso, anche col mazzo che scegliamo. Non scenderò nei particolari dei vari mazzi, in commercio ce ne sono davvero per tutti i gusti e tutte le esigenze, però posso dirvi che, almeno per iniziare, potrete optare per uno di quelli classici (Marsigliesi, Visconti Sforza o Rider Waite).

Cosa posso dire ancora, che lo consiglio? Certo! Ho avuto la fortuna di consultare sia la versione digitale che cartacea, ho messo in pratica alcuni (ok, quasi tutti) esercizi e stese, trovandomi molto bene con entrambe. Tuttavia, se posso darvi un consiglio, prediligete il formato cartaceo: la consultazione delle varie descrizioni risulterà molto più accessibile in particolar modo se siete alle prime armi e, come me ai tempi, in fibrillazione per poter leggerli da voi "subito" ^.^

Consigliato: certo che si!
Tempo di lettura: da consultazione
Canzone consigliata: "Use your instincts" dall'Ost. di The Gift

mercoledì 8 luglio 2020

{Blogtour - Presentazione} "Guarda oltre ciò che vedi" di Emanuela A. Imineo


Si dice che l’origine dei tarocchi risieda nell'antica magia egizia. Si dice che gli stessi Dei antichi siano stati i portatori di tale magia e che abbiano indicato all'uomo come ogni carta, potesse dare la possibilità di scoprire il futuro e alzare il velo del mistero. 

Ogni figura dei tarocchi all'apparenza potrà sembrarti strana e appartenere ad un mondo completamente diverso dal nostro.

In questo blogtour le immagini ti sembreranno ambigue, capaci di indicarti tutto il loro contrario, ma non lasciarti ingannare: sotto il loro involucro variopinto si nasconde un significato ricco di profondità e importanza. Chissà se anche tu, passo dopo passo, diventerai una cartomante e scoprirai il futuro attraverso le carte.


Titolo: Guardo oltre ciò che vedi
Autore: Emanuela A. Imineo
Prezzo cartaceo: 12,99€
Prezzo ebook: 4,99€
Pagine: 160 pp.

Link all'acquisto QUI


Trama:

Hai mai pensato di provare a guardare oltre ciò che riesci a vedere? Guarda oltre ciò che vedi, manuale sull'arte dei tarocchi e sul loro utilizzo, ti aiuta a scoprire il significato di ogni singola carta e ti indica come realizzare alcuni schemi e stese per individuare il futuro e alzare quel velo tanto misterioso. Una piccola raccolta di spiegazioni ed esercizi in cui potrai trovare il significato più semplice e approfondire la comprensione di figure tanto simboliche quanto ricche di dettagli.

Calendario Blogtour:

9 Luglio: L’arcano della Luna e i suoi segreti, a cura di J. A. Windgale
10 Luglio: La nascita dei tarocchi, a cura di Libri di Cristallo
11 Luglio: Scopriamo gli arcani minori, a cura di Appunti di Zelda
13 Luglio: Scopriamo gli arcani maggiori, a cura di Hook a Book
14 Luglio: L’arcano senza numero, a cura di Libri Riflessi
15 Luglio: Quale schema utilizzare per predire il futuro, a cura di Lettrice al contrario
16 Luglio: Recensione su tutti i blog
17 Luglio: Scopri la tua carta del giorno e il suo messaggio rivolto a te, a cura di I libri: Il mio passato, il mio presente e il mio futuro
18 Luglio: La mia carta preferita. E la tua? A cura di Non solo libri
20 Luglio: Approfondimento sull'arcano della torre, a cura di Evenstar Johanna
21 Luglio: I tarocchi in magia, a cura di I libri di Cristina
22 Luglio: I tarocchi nella letteratura, a cura di Serendipity in books
23 Luglio: I tarocchi nella magia egizia, a cura di Over the hills and far away
24 Luglio: I tarocchi e i cartoni animati, a cura di The mad otter
25 Luglio: La figura della cartomante nel tempo, a cura di Ho voglia di scrivervi
27 Luglio: I diversi mazzi di tarocchi, a cura di Red Kedi
28 Luglio: Differenze tra carta dritta e rovesciata, a cura di La lettrice
29 Luglio: La figura dell’Eremita, a cura di La libreria di Yeli
30 Luglio: Il messaggio che il libro lascia al lettore, a cura di Infermiera nerd
31 Luglio: La figura del Fante e i suoi segreti, a cura di My secret diary


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