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domenica 4 febbraio 2018

Special Movie Review - Oscar Nominations 2018


Buon pomeriggio e felice domenica a tutti voi!
Grazie alla giornata di riposo posso dedicarmi alla stesura di alcuni post che vi terranno compagnia nel corso della settimana (purtroppo ho i turni che non mi permetto di avere più molto tempo T.T ).

Ad ogni modo anche quest'anno, in vista della Notte degli Oscar, ho pensato di darvi un mio personale parere sui film che concorrono alla vittoria dell'ambita statuetta. Alcune delle pellicole già uscite nelle nostre sale - basti pensare a Dunkirk dello scorso anno - le recupererò e le altre, tempo volendo, le guarderò probabilmente in lingua (o ne aspetterò pazientemente l'uscita).

Senza troppi giri di parole, vi lascio al video che annuncia le Nominations - trasmetto il 24 gennaio - e vi do appuntamento al prossimo post! 

mercoledì 10 febbraio 2016

Special Movie Review - The Revenant, The Danish Girl, Steve Jobs, Inside Out e Star Wars VII


Il 28 febbraio ci saranno gli Oscar e come sempre cerco di farmi un'idea sui film che sono in lizza per le maggiori categorie degli Academy. Probabilmente l'edizione di quest'anno verrà ricordata per le polemiche sorte nel giorno delle nominations: ancora una volta gli afroamericani e le donne sembrano esser stati discriminati. Direi che la questione è vistosamente sotto gli occhi di tutti, basti vederne l'assenza tra i venti nominati alle categorie dedicate agli attori, e di papabili ce n'erano..
Purtroppo non si può cambiare nulla ma sperare che in futuro ci sia una maggior equità. Fatta questa piccola premessa/prologo, sono pronta a svelarvi i miei pareri su ben 5 film che hanno ricevuto diverse candidature: The Revenant, The Danish Girl, Steve Jobs, Inside Out e Star Wars VII.

Leonardo Di Caprio merita quella dannatissima statuetta da tempo immemore e, per come la vedo, quest'anno potrebbe essere la volta buona. The Revenant, come ormai in molti sanno, è la storia vera, e romanzata, del cacciatore di pelli Hugh Glass e delle peripezie che l'hanno visto protagonista di una lotta per la sopravvivenza dopo l'abbandono da parte dei compagni. I paesaggi mozzafiato del Canada e della Terra del Fuoco (in Argentina) hanno ricreato quel Missouri selvaggio del primo Ottocento, epoca in cui si svolgono i fatti narrati. Anni di gestazione per una pellicola che ha visto crescere il budget, portato allo sfinimento gli attori e alla fuga di alcuni membri della crew; tuttavia, Iñárritu è riuscito a dirigere un film capace di emozionare e lasciare perennemente lo spettatore in uno stato d'ansia (si, mi riferisco alla sequenza dell'attacco dell'orsa) per le sorti di Glass. Ogni singolo interprete è riuscito a colpire nel segno, in particolar modo Leonardo e Tom Hardy nel ruolo dell'antagonista, Fitzgerald. Le scene sono talmente vere, reali, da farti sentire dentro al film.. lo spettatore si ritrova totalmente coinvolto da quanto prova Glass, provando a sua volta ogni singolo patimento - dalla fuga dagli indiani allo scontro con l'orsa - compresa la sensazione di freddo; ci sono tratti più lenti, privi di dialoghi che a qualcuno può sembrare pesante e noioso, ma personalmente me li sono goduti tutti dal primo all'ultimo e sono certa che questo capolavoro porterà a casa ben più di una statuetta.


Come vi anticipavo, ho detto che per Leonardo Di Caprio potrebbe essere la volta buona; se non riesco a dare una certezza è semplicemente perché a contendergli il premio c'è Eddie Redmayne, vincitore lo scorso anno per la magistrale interpretazione di Stephen Hawking, con The Danish Girl. Si tratta di un'altra pellicola basata su di una storia vera: siamo nella Copenaghen degli anni '20 e accompagniamo Einar verso quella consapevolezza di essere nato in un corpo sbagliato. Einar Wegerer è un famoso pittore di paesaggi e sua moglie Gerda è anch'ella una pittrice, seppur di fama minore; un giorno la modella della donna non si presenta e, avendo delle scadenze, chiede aiuto al marito affinché indossi calze e scarpe per poter ultimare il ritratto. E' questo il punto di rottura, la scena che mette in moto ogni cosa. Lili inizia a farsi largo sino ad annullare Einar ma, a mio parere, il film non si concentra sulla sua figura bensì su quel rapporto speciale che c'è tra i due coniugi. Non si riesce a patteggiare per l'uno o l'altra, si soffre e si sorride assieme ad entrambi in un'atmosfera carica di emotività; la chimica tra i due attori (e ricordo che Alicia Vikander è in nomination come miglior attrice non protagonista) buca lo schermo e Eddie ancora una volta si dimostra di una bravura eccezionale e, se me lo permettete, una donna splendida (una classe del genere me la sogno proprio). Nonostante la tematica gender e del cambio sesso venga, talvolta, affrontata all'acqua di rose, trovo che sia un film davvero ben fatto capace di emozionare e, perché no, aprire quelle menti chiuse che si limitano a criticare senza sapere di cosa si parla e solo per il gusto di far male agli altri.


Dopo questi due mostri di bravura è il turno dello Steve Jobs interpretato, nell'omonimo film, da Michael Fassbender anche lui candidato come miglior attore protagonista. Cosa posso dire, sono rimasta molto colpita da questa pellicola perché mi aspettavo qualcosa di noioso e, personalmente, non mi sono mai interessata alla storia di quest'uomo: certo, conosco i prodotti Apple e il Mac ma più di lì, non mi sono mai spinta. Quindi il mio approccio al film è stato quello di una "novellina" che segue, per la prima volta, le tre presentazioni che hanno fatto conoscere al mondo Jobs. Una storia che procede seguendo un ordine cronologico, utilizzando giusto alcuni flashback per meglio capire la vita del protagonista e i rapporti che ha intrecciato con le persone che, nel bene o nel male, gli sono state accanto. Michael Fassbender dimostra di calarsi davvero in qualsiasi ruolo al quale lavora, mi piace ed è molto bravo ma non penso che riuscirà ad agguantare la statuetta, non se devo fare un paragone con le interpretazioni date da Leo e Eddie. Una piccola menzione per Kate Winslet, sempre stupenda e talentuosa (in lizza per il premio per la miglior attrice non protagonista), perfettamente all'altezza del ruolo. Vi capita mai di apprezzare un film e, allo stesso tempo, non saper spiegarne il perché lo apprezzate? Ecco, questo è l'effetto che mi ha fatto Steve Jobs.


Proseguiamo parlando del film d'animazione targato Disney Pixar, Inside Out. Riley è una ragazzina che si ritrova a fare i conti con le emozioni scatenate dal trasloco, a causa del lavoro del padre, in una nuova città e di tutto ciò che ci va dietro: nuova casa, nuova scuola, nuova squadra di hockey e, non può certo mancare, il fattore pre-adolescenza. Questa pellicola si rivolge sia al pubblico più piccolo che a quello adulto, consentendo - in un certo senso - due chiavi di lettura a seconda dell'età dello spettatore. A trainare il tutto vi sono le cinque emozioni che tutti abbiamo imparato ad amare (Gioia, Tristezza, Disgusto, Paura e Rabbia) e il loro modo di interagire con gli stimoli esterni per portare la loro "protetta" ad affrontarli e superarli. Ho amato il modo in cui il film ha spiegato l'importanza della Tristezza e di come essa sia la forza che ci aiuta ad andare avanti; una palette di colori sgargianti che s'intrecciano, a contrasto, con le varie sfumature grigiastre rappresentanti gli attimi di transizione della piccola protagonista. Cosa dire, a mio parere quest'ultimo lavoro della Pixar ha superato alla grande Up! scalzandolo dal mio podio mentale. Lo so, non è un'idea totalmente nuova perché, di fatto, qualcosa di simile l'avevamo visto con Siamo fatti così - Esplorando il corpo umano eppure l'ho adorato in modo spropositato!


Arriviamo al termine di questo post dedicato ai candidati all'Oscar con il mio breve commento (ed è difficile farlo, credetemi) a.. rullo di tamburi.. Star Wars. Il risveglio della forza. Non sono quella che si definisce una fan accanita o super aggiornata della saga perché, beh, ho iniziato a seguirla quando frequentavo le superiori e la trilogia prequel l'ho vista giusto prima di vedere questo settimo episodio. Ho seguito ogni singolo fotogramma ritrovando quel sentimento malinconico alle similitudini con Una nuova speranza e le ho apprezzate tutte! I nuovi personaggi sono tutti fantastici a loro modo: Rey con il suo temperamento risoluto e la dimestichezza con cui sa usare la Forza, Finn che decide da solo quale deve essere il proprio destino e pure Kylo Ren, così tanto criticato per l'aspetto (ok, non sarà uno splendore ma non è nemmeno un cesso!) e per il suo essere "poco cattivo". A questo proposito vi dirò che invece è un personaggio da cui mi aspetto molto perché il suo essere così combattuto tra il Lato Oscuro e la Forza lo rende originale; ciò non toglie che sia un pezzo di ... per aver fatto una certa cosa, ma non spoilero (anche se il mondo intero già lo sa, o quasi). Vogliamo parlare di BB8? Quel droide così dolce che si è conquistato un posticino speciale nel mio cuore con il suo "pollice in alto"? Semplicemente fantastico! Se le note del theme mi hanno fatta sorridere, l'emozione nel rivedere il Millennium Falcon e i vecchi personaggi è indescrivibile! Se all'uscita della notizia di un nuovo capitolo della saga creata da Lucas ero preoccupata, alla visione di questa pellicola la paura è svanita: mi sono divertita e sono stata catapultata esattamente dove mi aspettavo.. nel film! E, scusate se è poco, la Lightsaber di Kylo Ren è fighissima!!

Bene Folletti, questa era la prima turnata di recensioni dedicate ai film in nomination per gli Academy.
Li avete visti? Fatemi sapere cosa ne pensate lasciando un commento qui sotto ^.*

sabato 24 gennaio 2015

Special Movie Review - Into the Woods


Prosegue il nostro viaggio tra i film nominati agli Oscar di quest'anno e, sorpresa, sono felicissima di potervi parlare del musical, targato Disney, Into the Woods. Come ben sapete qui in Italia uscirà solamente ad aprile, a ben quattro mesi di distanza dall'uscita nelle sale cinematografiche americane. Candidato ai premi per Miglior Attrice non Protagonista, Miglior Scenografia e Migliori Costumi, non è altro che la trasposizione cinematografica dell'omonima opera firmata da Stephen Sondheim  basata, tra l'altro, sul libro Il mondo incantato di Bruno Bettelheim.

Vincitore del Satellite Award 2015 nella categoria Miglior Cast, la pellicola conta su di un folto gruppo di attori (famosi e meno famosi) capaci di destreggiarsi nelle "intricate" trame della vicenda e rendere al meglio la "magia del bosco".

Titolo: Into the Woods
Regia: Rob Marshall
Sceneggiatura: James Lapine & Stephen Sondheim (musical) | James Lapine (screenplay)
Genere: Musical | Fantasy | Adventure
Durata: 125 min
Nazione: USA
Anno: 2014
Cast: Anna Kendrick, Meryl Streep, Chris Pine, Emily Blunt
Sito Ufficiale: click

Into the Woods è, per così dire, la storia della storie. Eh già, avete capito bene: il musical si rifà alle fiabe che tutti noi abbiamo imparato a conoscere fin da piccini. Storie della buonanotte che lasciano il segno con i loro insegnamenti ed è proprio un'insegnamento - e ammonimento - quello che vuole dare l'intera vicenda. Alcune delle trame più conosciute come Cenerentola, Cappuccetto Rosso e Jack e il fagiolo magico, prendono vita collimando tra loro per dare vita ad una trama succosa che lascia a bocca aperta lo spettatore.

"Into the woods.. you have to grope, But that's the way you learn to cope.
Into the woods to find there's hope Of getting through the journey.
Into the woods, each time you go, There's more to learn of what you know."

-- Stephen Sondheim, Into the Woods --

Once upon a time.. iniziano tutte così le favole e quella raccontata dalla voce fuori campo non differisce. In una terra lontana, in un tempo che non c'è dato sapere ma che - come di consueto - ci rammenta l'epoca medievale, vi è un villaggio i cui abitanti possiedono un proprio sogno. Sogni e desideri che vorrebbero avverare in qualche modo, dal più piccino al più grande: abbiamo il fornaio e la moglie che vorrebbero un figlio, Cenerentola che vuole andare al ballo, Raperonzolo vedere il mondo oltre le mura della torre e così via. 

"Careful the things you say, Children will listen. Careful the things you do, Children will see. And learn."
-- Stephen Sondheim, Into the Woods --

Un cast eccezionale "capeggiato" da una Meryl Streep che personalmente trovo magnifica anche nel ruolo della strega e perfettamente a suo agio in un film ad ambientazione fantasy. Come Susan Sarandon prima di lei (ricordo che interpretava la cattiva in Come d'Incanto), l'attrice - che concorre per l'Oscar come Miglior Attrice non Protagonista - ha il ruolo fondamentale di "colei che dà inizio a tutto".. o quasi.. infatti, alla base della storia ci sono i sogni e i desideri dei vari personaggi. Un monito a prestare attenzione a quanto si desidera, perché questo può avverarsi, aleggia sospeso nell'aria per tutta la durata della pellicola sino alla lezione finale.


Vi è mai capitato di pensare a cosa succede quando i "riflettori" si spengono? Avete mai pensato a cosa succede dopo quel "e vissero felici e contenti"? Ecco, posso dirvi che Into the Woods dà allo spettatore uno spaccato di quanto potrebbe accadere grazie ad un bosco e ai suoi segreti. Un viaggio, attraverso i sentieri costellati da alberi spettrali, per riscoprire se stessi e imparare dai propri sbagli a non ricommetterne. Le musiche sono davvero molto belle, orecchiabili e si fanno cantare fin dalle prime note (anche senza conoscerne le parole); una vera delizia per gli occhi le scenografie e gli abiti, per non parlare della bravura dell'intero cast dove tutti i personaggi hanno il loro spazio senza.. come posso dire.. primeggiare l'uno sull'altro.

Non saprei che altro dirvi, rischierei solo di rovinarvi la sorpresa. Ad ogni modo, lo consiglio a tutti gli amanti del genere musical che ancora amano sentirsi raccontare (anche tramite serie tv o film per l'appunto) le "favole della buonanotte" di Cappuccetto Rosso ed il Lupo, di Raperonzolo e la sua treccia..

Aspetto i vostri commenti e sono curiosa di sapere la vostra su Johnny Depp in versione "lupesca". Alla prossima recensione ^.*


venerdì 16 gennaio 2015

Special Movie Review - The Imitation Game


Inauguriamo lo Special Movie Review - Oscar Nominations 2015 con una pellicola candidata a otto statuette per le categorie Miglior Film, Miglior Regia, Miglior Attore Protagonista, Miglior Attrice non Protagonista, Miglior Sceneggiatura non Originale, Miglior Scenografia, Miglior Montaggio e Miglior Colonna Sonora.

Presentato in anteprima mondiale al Toronto International Film Festival a settembre (vincitore del Miglior Film) e pellicola apripista al London Film Festival, The Imitation Game viene distribuito nelle sale cinematografiche americane a novembre. Complice un trailer parecchio accattivante che ha aumentato - nella sottoscritta - la voglia di vederlo, abbiamo dovuto aspettare il primo gennaio per poterlo vedere nei nostri cinema.

La locandina italiana del film
Titolo: The Imitation Game
Regia: Morten Tyldum
Sceneggiatura: Andrew Hodges (book) | Graham Moore (screenplay)
Genere: Drama | Biography | Thriller
Durata: 114 min
Nazione: UK | USA
Anno: 2014
Cast: Benedict Cumberbatch, Keira Knightley, Matthew Goode
Sito Ufficiale: click

The Imitation Game è l'incredibile storia vera del matematico e crittoanalista inglese Alan Turing. Ecco, probabilmente a molti  di voi questo nome non dirà nulla (ammetto che anch'io, quando vidi il trailer, non sapevo chi fosse) ma è considerato uno dei padri fondatori dell'Informatica, nonché del computer. Divenuto famoso, durante la Seconda Guerra Mondiale, per aver decriptato il Codice Enigma; ma procediamo con ordine e vediamo di cosa parla la pellicola, trasposizione cinematografica della biografia "Alan Turing: The Enigma" di Andrew Hodges, del regista norvegese Morten Tyldum (già dietro la macchina da presa nella trasposizione del romanzo di Jo Nesbø, "Headhunters").

"Sono le persone che nessuno immagina che possano fare certe cose quelle che fanno cose che nessuno può immaginare..."
-- Joan Clarke, The Imitation Game --

La biografia di Alan Turing
scritta da Andrew Hodges
Manchester, 1951. Alan Turing si trova a sostenere un interrogatorio, nell'apposita saletta della centrale di polizia, con l'agente che l'ha arrestato per atti osceni. E' durante questo colloquio che il brillante matematico, esperto di crittografia, si lascia andare al racconto della sua storia. Grazie ad alcuni flashback, ben piazzati all'interno della trama-cornice, veniamo condotti all'episodio più importante della vita dell'uomo: la decriptazione del Codice Enigma al fianco di un piccolo gruppetto di menti brillanti. Assunto dai servizi segreti britannici, Alan ideerà una macchina - Christopher - in grado di decifrare le comunicazioni militari dei Nazisti e contribuire, con un "sotterfugio", alla salvaguardia di molte vite umane. Tuttavia la vita dello scienziato, come presto si capirà, verrà segnata dalle conseguenze dell'accusa che verrà formalizzata dal poliziotto e che lo porteranno, inevitabilmente, a morire suicida nel 1954 a soli 41 anni.

"Sai perché agli uomini piace la violenza?" - "Perché è appagante."
-- Alan Turing, The Imitation Game --

Benedict Cumberbatch e Keira Knightley si ritrovano a lavorare uno accanto all'altra, e questa volta col primo avente un ruolo di maggior spessore, come in "Espiazione" e, sempre assieme, in lizza per gli Oscar di Miglior Attore Protagonista e Miglior Attrice Non Protagonista. Portare sullo schermo la storia vera di una grande mente che ha lavorato in segreto per la propria nazione, senza prendersene nemmeno il merito se non postumo, non è di certo cosa facile. In genere, quando si ha a che fare con film biografici, è possibile cadere nella trappola da "film impegnato e noioso": non è questo il caso. Il regista e la sua crew sono riusciti a rievocare il clima dell'Inghilterra del secondo conflitto mondiale in un modo talmente superbo da ricordare gli sceneggiati della BBC e, allo stesso tempo, a stemperare i momenti di tensione con sequenze più leggere senza cadere mai nel banale. Un cast eccellente, da Keira Knightley nei panni di Joan - unica vera amica di Alan - ad un Matthew Goode capace - nel ruolo dello scacchista - di essere quasi una sorta di antagonista all'interno della squadra di "cervelloni", capitanato da un Benedict Cumberbatch capace di emozionare fin dalle prime scene con la sua magistrale interpretazione della figura del matematico.

Una scena tratta dal film in cui si vede la squadra
che lavora alla decriptazione del Codice Enigma
Una pellicola che consiglio, senza alcuna distinzione, sia ad un pubblico femminile che maschile. La storia di Alan Turing rivive sullo schermo concedendo in qualche modo, dopo le scuse ufficiali del governo britannico e la grazia postuma da parte di Elisabetta II, una nuova rivincita. Emozioni che spaziano dall'attesa alla curiosità della scoperta, dall'amicizia sincera sino alla discriminazione e al trattamento omofobico. Temi che toccano lo spettatore, spingendolo a riflettere e, perché no, ad approfondire la conoscenza di una figura che, seppur silenziosamente, ha dato tantissimo alla storia.

Chi di voi ha avuto modo di vederlo? Aspetto il vostro commento sul film ed il suo cast (lo so che ci sono tante fan del talentuoso - e bello - Benedict Cumberbatch), vi lascio al mio voto finale..


giovedì 15 gennaio 2015

Special Movie Review - Oscar Nomination 2015


Era da un po' che riflettevo sul preparare, o meno, qualcosina per "celebrare" la prossima cerimonia degli Oscar. A dire il vero l'idea, o meglio la bozza, è nata lo scorso mese dopo la visione di alcuni film (e serie tv) che mi avevano colpito; proprio grazie a questi mi sono decisa a estendere le mie recensioni anche a quelle pellicole che non si basano su romanzi, fumetti o manga. Se il mio più grande amore è la lettura, - seguita a ruota dalla scrittura - film e serie tv arrivano subito dopo e l'idea di intrattenere, con chi mi segue, una discussione su questi mi piace molto. Accanto a questo pensiero, concretizzatosi con la rubrica Movie & Series e la "recensione-apripista" di Five Dances, è sorto quello di parlare dei film candidati agli Oscar di quest'anno

Come molti di voi sapranno Chris Pine e J.J. Abrams, in diretta live da Beverly Hills, hanno annunciato quest'oggi i candidati agli Oscar delle varie categorie dell'Academy Awards (a fine post potrete trovare l'intero video della presentazione). Moltissimi i film interessanti che già sono usciti anche nelle nostre sale cinematografiche - mesi fa o di recente - (The Imitation Game, American Sniper, Guardiani della Galassia, Big Hero 6, Dragon Trainer 2, L'Amore Bugiardo, ecc.), alcuni usciranno prossimamente e, purtroppo come capita ogni anno, altri che vedremo solamente dopo la cerimonia di premiazione (come, ad esempio, Into the Woods). Ad ogni modo, non mi soffermerò su questo punto "dolente" bensì arriverò direttamente al nocciolo del post.. quindi, cosa vi dovrete aspettare? In realtà nulla di strano e/o eccezionale. Durante il periodo, poco più di un mese, che ci separa dalla fatidica Notte degli Oscar lascerò spazio alle recensioni dei film in concorso (quelli che riuscirò a vedere in base a tempi e impegni vari), pronta a leggere i vostri pareri, ed impressioni, a riguardo. 

Mi pare di aver scritto tutto quindi, non mi resta che darvi appuntamento alla prima recensione (devo solo decidere da quale dei film visionati iniziare ^.^) e lasciarvi, nel frattempo, con il video delle nominations. Un bacione!

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