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lunedì 8 dicembre 2014

Recensione - Il dono della Fata

Cosa c'è di meglio di un piccolo libricino capace di farti sognare con le sue atmosfere da fiaba e, seppur per la durata della lettura, di farti tornare bambina? Ecco la mia breve recensione a Il dono della Fata di Gail Carson Levine.

"Ciò che è dentro di te è più grande di tutti gli incantesimi…"

Titolo: Il dono della Fata
Titolo originale: Ella Enchanted
Autore: Gail Carson Levine
Editore: Junior Mondadori
Genere: ragazzi, fantasy
Data di uscita: 2000
Pagine: 186 pp.
Copertina: 8.00 euro

Nelle fiabe succede spesso che le Fate concedano a un bambino fortuna e felicità: ed è proprio quel che succede a Ella, cui la Fata Lucinda regala l'obbedienza. Ma si tratta davvero di un dono, o piuttosto di una maledizione? Ella, ribelle e anticonformista, è costretta a obbedire a chiunque le dia un ordine, e questo significa una sola cosa: guai! Le cose si complicano, poi, quando suo padre la lascia in balia di una matrigna odiosa e di due sorellastre ancora peggiori, ma niente paura: per quanto maltrattata e umiliata, Ella non è certo il tipo da aspettare con santa pazienza che un principe venga a salvarla! Una deliziosa, ironica versione moderna dell'immortale "Cenerentola", premiata con il Newbery Honor.


Una favola perfetta per Natale e, credetemi, non importa quanti anni abbiate.. non è mai troppo tardi per perdersi nelle atmosfere incantate che questo libro rievoca pagina dopo pagina. Sono arrivata a questo libricino solamente dopo averne visto la trasposizione cinematografica "Elle Enchanted" con Anne Hathaway e Hugh Dancy (ammetto di aver avuto la fase "ooh Hugh" per un pochino dopo aver visto The Jane Austen Book Club.. ma ve ne parlerò presto, non temete). Infatti, credo che in molti ignorino che la pellicola sia tratta da un romanzo. Ad ogni modo, posso dirvi di esserne rimasta affascinata da questo libricino.

La storia parla di Ella una ragazza che ha avuto la sfortuna di ricevere un Dono non proprio "felice" dalla sua Fata Madrina. Lucinda, questo il nome della Fata, infatti ha donato alla piccina il dono dell'obbedienza. Questo regalo, tuttavia, rappresenta in un certo senso una maledizione per la povera ragazza che, ribelle e anticonformista, si vede costretta ad obbedire pure alle sorellastre e ad una matrigna che la odia. 

Diversamente da molte altre "principesse", e future tali, Ella non è tipo da aspettare di essere salvata dal famigerato Principe Azzurro. No, lei decide di prendere in mano il suo destino e cercare la Fata che le ha fatto il dono, incontrando lungo la via numerose creature magiche. Spogliata degli stereotipi classici delle fiabe, la storia d'amore tra la protagonista e il principe Charmont avviene per gradi, nonostante fin dal loro primo incontro abbiano sentito una certa sintonia. 

Una favola in piena regola scritta in modo semplice e diretto che, come detto in apertura del post, è in grado di avvolgere il lettore nelle sue atmosfere fantastiche e magiche. Una lettura che consiglio a grandi e piccini perché io per prima, in un possibile futuro, vorrei leggerla ai miei figli come storia della buonanotte.

Consigliato: si
Tempo di lettura: 3 pomeriggi
Canzone consigliata: It's Not Just Make Believe di Kari Kimmel

mercoledì 19 novembre 2014

Recensione - "Lo squartatore" di D.E. Athkins

La notte più paurosa dell'anno è ormai passata ed io non sono riuscita a inserire alcun speciale, figuratevi che mi ero pure attrezzata con un librone sulla colonia perduta di Roanoke -.- .. ma vabbé, come sono solita dire, c'è sempre un motivo se le cose vanno in un certo modo. Bando alle ciance, eccovi la mini recensione ad un racconto per ragazzi a tematica horror.

"Senza sapere perché, William Lawrence Howell si voltò. C'era qualcosa, dietro di lui. Qualcosa di grande e col costume sbagliato. Completamente sbagliato... La luna si affacciò tra le nuvole. Ebbe una frazione di secondo per vedere... Il mondo tremò."

Titolo: Lo squartatore
Titolo originale: The Ripper
Autore: D.E. Athkins
Editore: Junior Mondadori
Genere: ragazzi, horror
Data di uscita: giugno 1998
Pagine: 103 pp.
Copertina: 13.000 lire

Una cittadina sul mare, un antico cimitero abbandonato, un gruppo di ragazzi decisi a festeggiare nel modo più inconsueto la notte di Halloween, in cui, dice la tradizione, le forze delle tenebre e gli spiriti dei morti tornano a vagare sulla terra. La festa mascherata, però, si trasformerà in un incubo quando una creatura spaventosa striscerà fuori dall'oscurità di Cemetery Point, pronta a uccidere, a distruggere, a nutrirsi del dolore e del sangue di chi l'ha incautamente evocata. Ma per fortuna un misterioso "investigatore" del soprannaturale è sceso in città... Un horror "classico" da leggere in un fiato, senza dimenticare di guardarsi alle spalle!


A mezzanotte passata, non avendo sonno, ho preso in mano questo libricino di appena cento pagine e ho iniziato la lettura. Giusto qualcosa di leggero e non impegnativo che favorisse il sonno (sì, sono solita leggere horror, o pseudo tali, per dormire bene xD ). Premetto che era un bel po' di tempo che non leggevo qualcosa dedicata ai ragazzi, ma tutto sommato non me ne sono pentita totalmente.

Un gruppo di ragazzi, e qui non manca di certo l'accenno alle classiche dinamiche adolescenziali tipiche delle teen-serie con cui - bene o male - siamo cresciuti un po' tutti, "decide" su imposizione dell'Ape Regina di festeggiare la notte di Halloween nel cimitero della cittadina. Alcool, musica e racconti spaventosi fanno da padroni, finché qualcuno non ha la brillante idea di fare una seduta spiritica giocosa. E' un gioco innocuo per i giovani che, incautamente, risvegliano colui che doveva rimanere addormentato e.. ci scappa il morto!

E' questo il punto di rottura della quieta quotidianità del gruppetto di giovani e della stessa cittadina costiera in cui abitano. Non temete, ci sarà un "salvatore" che metterà tutto in ordine, ma non vi svelo chi o che cosa.. ok, ammetto che tutto è un po' scontato ma, a ben vedere, penso che sia una lettura entusiasmante giusto per la fascia d'età a cui il racconto è indirizzato. Lo stile narrativo utilizzato dall'autore è semplice e diretto, senza alcun giro di parole e a tratti un po' troppo sbrigativo (specie nel giungere all'epilogo); tutto sommato è una lettura leggera e piacevole con cui passare al massimo un paio d'orette. Il racconto è corredato da una morale più o meno velata, premetto che questa si basa su di una mia personale lettura della storia e del suo epilogo: non si parla semplicemente del non fare sedute spiritiche o evocare qualche entità (che come spesso film, libri o altro, ci insegnano), ma anche - di base - di rispettare il riposo dei morti. 

Consigliato: si
Tempo di lettura: 1-2 orette
Canzone consigliata: The Conjuring Theme Song 

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